01 settembre 2008

Wasp

Va bene, tanto per cambiare questo sarà un post serio.
Anzi, sarà probabilemente anche noioso.
E' consigliata la lettura esclusivamente alle persone che sono interessate a capire come funziona il sistema elettorale americano, il perché probabilmente Obama non vincerà, oppure a chi è un mio fan tanto agguerrito che sarebbe capace di leggere anche delle parole che potrei aver scritto a caso sulla carta igienica mentre ero in bagno.

E' l'acronimo di White Anglo-Saxon Protestant - come ci spiega wikipedia - tradotto in italiano con "Bianco Anglo-Sassone Protestante", e indica una persona appartenente ad uno dei gruppi più privilegiati e più influenti della società statunitense, ovvero un cittadino statunitense non appartenente a nessuna delle tradizionali minoranze.

In particolare si può affermare che il W.A.S.P. sia il cittadino medio americano con diritto di voto.
Ossia quello che parteciperà alle elezioni del prossimo presidente degli Stati Uniti, il primo martedì di novembre.

Ma vediamo meglio come funzionano queste fantomatiche elezioni, visto che da mesi ormai la televisione ci sta facendo credere che Obama sia il nuovo presidente.

Innanzitutto è vero che ogni cittadino americano che ha raggiunto i 18 anni può votare, ma per votare deve essere iscritto presso un registro ufficiale del luogo di residenza o dove si e' avuto domicilio per gli ultimi 30 giorni. Registri che sono tenuti anche dai partiti politici.
Quindi sebbene teoricamente tutti possano votare, ad alcune persone può essere reso (e lo è stato) più difficile potere accedere a questo diritto, infatti l'iter per la registrazione varia da Stato a Stato e non sono rari i casi in cui nel passato queste procedure sono state utilizzate per scoraggiare alcuni cittadini dal partecipare alle elezioni. (fonte: http://www.filodiritto.com)

Un'ulteriore problema è che i cittadini non votano direttamente il Presidente, ma votano dei delegati (detti anche "grandi elettori" ). Ogni Stato ha un numero di delegati pari al numero complessivo dei senatori e dei rappresentanti che questo ha diritto di mandare al Congresso, numero che non corrisponde necessariamente alla popolazione presente in quello Stato.
Vediamo la mappa per capire:
Come si vede in alcuni Stati, come la California con 55, il Texas con 34 o la Florida con 27, il numero dei delegati è molto elevato, mentre in altri è molto basso.

Stato per Stato si vota per il Presidente, chi ottiene più voti popolari prende tutti i Delegati dello Stato.
Un esempio: supponiamo che un primo candidato si aggiudichi la maggioranza dei voti popolari in California (che nel 1992 aveva diritto a 47 delegati) per mille voti popolari in più. Egli avrà a propria disposizione tutti i voti elettorali di quello Stato. Se il suo avversario si aggiudicasse per diecimila voti popolari in più lo Stato del Nord Dakota (che aveva solo tre delegati, sempre nel 1992) nel computo complessivo, il secondo candidato avrebbe novemila voti popolari in più ma solo 3 delegati contro i 47 dell'altro (fonte: http://www.politicaonline.net)

Questo porta al paradosso che sebbene un candidato possa ottenere più voti popolari, potrebbe comunque perdere le elezioni, cosa che è già accaduta con Bush che vinse le elezioni assicurandosi la maggioranza dei voti dei grandi elettori, 271 contro 266, mentre il rivale Al Gore si aggiudicò il voto popolare con il 48,38% dei suffragi contro il 47,87% di Bush.

Altro problema è che i Grandi elettori non sono obbligati a rispettare il mandato di voto del popolo. Per cui alle urne il popolo sceglie i delegati col metodo balordo appena spiegato. A loro volta i delegati scelgono Presidente e Vice Presidente e potrebbero anche non rispettare il "mandato".

Ma torniamo al problema principale, ossia perché le possibilità di vincere di Obama sono praticamente nulle.


Per mesi abbiamo visto gli scontri tra Hilary e Obama, nessuno dei due che voleva ritirarsi. Quante volte però hanno spiegato i telegiornali che erano solo delle primarie? In quel momento il partito democratico americano stava facendo scegliere ai suoi sostenitori Stato per Stato chi candidare alla presidenza, non erano ancora elezioni, le elezioni vere e proprie saranno il primo martedì di novembre (i grandi elettori voteranno ancora più tardi).
Quindi fino all'ultimo per lo stesso bacino di voti (diciamo a sinistra) due candidati dello stesso partito si sono fatti a gara a vicenda, mentre dall'altro lato i repubblicani quasi fin da subito hanno proposto un solo candidato: McCain.
Sarebbe proprio il caso di dire tra i due litiganti il terzo gode.

Chi sono poi i due candidati democratici?
Una donna e un nero.
Come dicevo prima, la definizione dell'elettore tipo americano è wasp: bianco, anglosassone, protestante. Aggiungiamo il fatto che l'America, nonostante il molto parlare di pari opportunità, è e rimane un paese maschilista. La scelta di portare due candidati che sono completamente all'opposto dell'immagine classica dell'americano medio sarebbe coraggiosa se non fosse suicida, anche non volendo considerare il fatto che con delle primarie male organizzate hanno diviso il voto dei loro stessi sostenitori indebolendolo.
A questo si aggiungono anche le difficoltà di accesso al voto per tutte le categorie di persone (le minoranze) che potrebbero essere avvantaggiate da un presidente democratico.

Ma il vero colpo di grazia sarà assestato quando ci sarà una nuova minaccia per la sicurezza amaericana e possiamo stare sicuri che ci sarà.
Come è emerso dallo scontro tra Bush e Kerry, gli americani ormai sono terrorizzati e sono disposti a dare il potere ad un pazzo guerrafondaio, purché li protegga. E allora solo un repubblicano, forte, sicuro come Bush o come McCain, potrà difendere l'America, non un democratico che agli occhi spaventati dell'America ricorda troppo i "nemici" contro cui si combatte.

Obama sta vincendo?
Sono solo sondaggi, e il vantaggio è contenuto ancora nello scarto di errore.
Certo che mi piacerebbe che vincesse Obama, ma siamo realistici, da quando in qua qualcosa che piace all'Europa, piace anche all'America?

Per chiudere questa carrellata sulle elezioni presidenziali americane, volevo aggiungere un filmato che avevo già visto qualche tempo fa. E' un discorso tenuto da Bob Kennedy sul P.I.L., argomento all'ordine del giorno nella politica odierna, e Santo Graal dell'economia.
Ma cos'è il P.I.L., e cosa vuol dire per una nazione?


7 commenti:

  1. guarda, io certi discorsi non li voglio sentire. ho letto il tuo post colle mani sulle recchie e facendo pappappappappappappappappà colla bocca. vince obama. ecco. e ora esigo solo post che discutano se è più forte l'incredibile hulk o la cosa dei fantastici 4. eh. insomma! o-ba-ma! o-ba-ma! o-ba-ma!

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  2. Rischiando di sembrare una "iattura" ambulante (perdonami se non linko a wikipedia, confido nella tua omniconoscenza),
    sono mesi che mi sembra di vedere un vecchio film.
    Va bene, lo dico.
    Se vince Obama, lo fanno fuori.
    L'ho detto.
    Ora non commenterò mai più.

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  3. Allora sono una tua fan e leggerei qualsiasi cosa tu scriva. Però la carta igenica non mi affascina...quindi non credo di non essere abbastanza agguerrita: abbandono l'idea di fondare un Mario l. funclub!

    Per quanto riguarda il discorso...non avevo la più pallida idea di come funzionasse il sistema elettorale americano...fa abbastanza schifo.

    Penso che eviteranno accuratamente la soluzione omicida scelta per Kennedy risolvendo il problema alla radice grazie all'efficiente sistema elettorale.

    Quello che mi fa più schifo è che nel wasp ci vedo l'Italiano medio di nuova generazione.

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  4. Veronica, dovresti saperlo che le cose scritte sulla carta igienica sono le migliori, proprio perché è stata la necessità di scriverle, la musa imperante che non ammette dilazioni, a impedire di aspettare e trovare un supporto adeguato.
    Questo per dire che il fanclub si può ancora fondare.

    Mi pare difficile vedere un italiano come wasp, a parte forse il fatto che sia bianco, ma se intendi la (neanche tanto) latente caratterizzazione xenofoba/razzista della parola, allora forse sì, stiamo diventando wasp.

    Aureolina credo di concordare con Veronica, per fortuna di Obama, ha scarse possibilità di farcela, e poi non credo che riuscirebbe ad essere tanto eversivo da far paura quanto i Kennedy...

    Puntoggi in verità la mia era psicologia inversa contro gli americani. Gli dico che a noi Obama non piace e magari lo rivalutano...
    Immagino che questi trucchi con le loro semplici menti funzionino ancora.
    :-D

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  5. Nonostante tutto io continuo a sperare che vinca Obama, se non altro per lo sforzo di cambiamento che la sua elezione significherebbe.
    E mi auguro che tutto il putiferio mediatico che McCain e la Palin stanno facendo in questi giorni si ritorca loro contro.

    P.S. A me i tuoi post piacciono anche se sono seri. Sarò malata? :D

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  6. Chi era che diceva che non esiste cattiva pubblicità?

    Beh più si va avanti, più sono convinto che avesse ragione. I putiferi non scoppiano senza un motivo in quest'era mediatica...

    Come dicevo anche a Puntoggi, spero anche io che vinca Obama, ma se si esaminano i fatti mi pare molto difficile.
    Mai, come dopo la rielezione di Bush per il secondo mandato, l'America mi è sembrato un paese tanto lontano dal rinnovamento.

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  7. p.s.: a proposito di pubblicità, il sito www.googlefight.com fa vedere le lotte virtuali tra chi ha il maggior numero di pagine sul web, calcolato usando google come motore di ricerca.
    Indovinate finora chi vince nella gara fra Obama e McCain?
    :-D

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