14 febbraio 2007

Contenuto e contenitore

Non mi è sempre piaciuto scrivere.
Alle medie andavo abbastanza male, anzi.
Al ginassio, però, ho avuto la fortuna di trovare una professoressa che mi aiutasse a trovare il "mio" modo di scrivere.
Ho incominciato ad amare la scrittura.
Al posto dei normali temi facevo dei veri e propri racconti.
Niente considerazioni personali, "secondo me" e compagnia bella.
No. Solo storie, dalle quali si poteva comprendere il mio punto di vista.
Un'altro mio problema è che non ho una buona calligrafia.
Quando mi impegno, sembra la scrittura di un bambino delle medie o delle elementari. Le "m" e le "n" hanno veramente le gobbe, non si mascherano da "u".
La "a" ha la gambetta.
Per scrivere bene ci perdo molto tempo.
Questo vuol dire che quando scrivevo i compiti ero sempre l'ultimissimo a ricopiare.
Per rimediare a questo problema ho incominciato a scrivere direttamente in bella.
Durante i compiti di italiano perdevo un'ora a pensare la storia e le altre quattro a scriverla.
Questo mio modo di scrivere, bene o male, è sempre andato bene ai diversi professori che ho avuto al liceo.
Fino all'ultimo anno.
La professoressa che ho avuto all'ultimo anno mi ha impedito di scrivere come volevo e sapevo.
E' stato un enorme sacrificio, ma l'ho fatto. Facevo temi stupidissimi e brevissimi (non sapevo mai che dire, dopo il primo "secondo me").
Però continuavo a scrivere direttamente in bella.
Come potete immaginare, quando si scrive direttamente in bella, possono scappare ogni tanto degli errori.
Io mi ricorderò sempre un compito.

Prof: "Mario. Vieni qua, alla cattedra, per piacere."
Io: "hum."
Prof: (di fronte a tutta la classe a voce ben alta) "Mario, in questo compito hai preso sei meno. Non potevo fare altrimenti. Hai fatto un grave errore grammaticale. Leggi qua."
Io (leggo fra me e me): "Vedo, io..."
Prof: (interrompe e continua a beneficio della classe) "Vedi Mario, qui hai scritto "un" con l'apostrofo di fronte a un nome maschile."
Io (stridore di denti)
Prof: "E' un errore molto grave!"
Io: "Ho scritto direttamente in bella, io..."
Prof (sempre interrompendo): "Avrei dovuto abbassarti di più il voto, ma non l'ho fatto in vista degli esami..."
Io (tra i denti): "Grazie troia"
Prof: "Io oggi ti aiutato. Ma agli esami non ci sarò io a correggere i compiti e quindi non ti potrò aiutare quando fai questi errori!"
Io (sorrido): "Grazie." (prendo il compito dalle sue mani e mi dirigo enormemente sollevato per la notizia che mi ha appena dato verso il mio posto).


All'esame ho scritto come sapevo scrivere io. Ho preso il massimo e ho ricevuto i complimenti del presidente (esterno) della commissione per essere stato l'unico a capire come si scriveva un articolo di giornale/saggio per la prima prova.
Ora scrivo racconti.
Magari c'è qualche errore qui e là, ma per fortuna nessuno mi "aiuta" più.
Le persone che li leggono, li valutano per il contenuto, non per il contenitore.


p.s. questa qui sotto è solo la mia scrittura a stampatello...


6 commenti:

  1. So bene di chi stai parlando.......
    E so anche che troia non è l'appellativo giusto. Consiglerei Bagascia sventrata di migliarino, vasapolla bocchinara sventrata da neri superdotati che in confronto Rocco Siffredi risulterebbe l'ultimo dei cinesi.
    Comunque ricordalo "il successo è la miglior vendetta"
    con stima to

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  2. Mary17:42

    mmmmmmmmm... mi da' un po' da pensare..ma io sono una futura prof di italiano, non te la prendere... scrivi bene, però a volte anche il contenitore ha la sua importanza...bacione
    Mary

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  3. stefania03:18

    Un buon quadro rimane sempre un buon quadro, ma quanti danni a volte hanno fatto nell'incorniciarlo?
    Non è fondamentale la cornice, ma completa ed esalta l'opera.
    Certo, una cornice vuota non serve a nulla...

    PS: discutibilissimo, a mio avviso, il metodo della tua insegnante (io l'avrei fatto notare, ma non avrei alterato il voto, del resto si sa...sarò una pessima insegnante)

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  4. Che un errore rimanga un errore è vero. Ma deve essere considerato nel giusto contesto.
    Tu (riferito alla peripatetica di cui sopra) non sei una professoressa delle elementari, ma una dell'uiltimo anno del liceo.
    Io non sono uno stupido, nè ho dato dimostrazione di ignorare a fino a tal punto l'italiano.
    Ho scritto direttamente in bella.
    Visto in quest'ottica l'errore si riduce di molto.
    Ma io vado oltre.
    Una buona storia, un buon tema, rimane tale anche dopo che hai corretto l'errore.
    Un cattivo tema, anche dopo la correzione, rimarrà un cattivo tema.
    Considera adesso, ad esempio, il Word, che opera una correzione automatica del testo mentre scrivi. Se avessi scritto quel testo al computer e mi fossi dimenticato quell'apostrofo, l'avrebbe messo lui.
    Sono sicuro che la mia professoressa avrebbe trovato qualcos'altro a cui aggrapparsi, ma lo faresti anche tu?

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  5. stefania20:40

    nessun virus nel mio blog, falso allarme.
    Ciao.
    Ste

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  6. Anonimo22:00

    Ma è vero? Un ragazzo che ha difficoltà per scrivere i temi scolastici (dalle elementari) può superarle? E il caso di mio figlio...un ragazzo un po’ introverso, che ama leggere...uno che pensa troppo e parla (e scrive) troppo poco. Dice poche cose ma giuste, ma forse non quelle che si aspettano le prof. del liceo. Come può imparare ad aprirsi? a vuotare il sacco e tirare fuori quelle idee che gli ronzano in testa? Sa di essere sempre controcorrente, si annoia con le banalità che dicono e scrivono molte persone, non gli interessa dire la sua perchè sospetta che in molti casi sarà incompreso e non cerca la approvazione degli altri, se le tiene per se e basta. Ma al liceo questo è un problema. I prof non si spiegano come mai un ragazzo cosi intelligente e ben informato, colto, grande lettore e con tanti valori può scrivere temi piccoli, superficiali con poche righe dopo quella frase "Io penso..." I prof si sorprendono, ma nessuno gli dice come fare!

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