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31 marzo 2010
20 aprile 2009
Rubare il cuore
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Romanticismo comodo
In risposta all'ultimo commento di Veronica che chiede "ma allora chi dovremmo baciare noi povere fanciulle??" arriva una fantastica notizia segnalata dal blog La Privata Repubblica.
In Russia, una parrucchiera ha subito una rapina, ma mentre stava per consegnare i soldi è riuscita a disarmare il rapinatore e a bloccarlo con il filo di un phon (non per niente lei faceva karate). Dopo aver assicurato le proprie colleghe che avrebbe telefonato alla polizia e consegnato l'uomo, lo ha chiuso nella stanza di servizio.
Quando tutte le altre se ne sono andate, la ventottenne Olga ha minacciato il rapinatore di spogliarsi altrimenti l'avrebbe denunciato.
Sembra che lei l'abbia tenuto ammanettato per tre giorni a un termosifone con manette di peluche rosa, alimentandolo con abbondante viagra, approfittando di lui di quando in quando. Finché stanca di fare il gatto col topo l'ha lasciato andare con mille rubli (circa venti euro) e discrete escoriazioni ai genitali.
Lui l'avrebbe denunciata per violenza sessuale. Di tutta risposta lei gli ha dato dell'ingrato e l'ha denunciato di tentata rapina.
Ora.
Ditemi se questo non vi sembra l'inizio di una meravigliosa storia d'amore!
(o se non altro un luminoso futuro per le rapine a mano armata)
Leggete pure la notizia in inglese qua.
13 febbraio 2009
Scoiattolo alla maionese
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Carciofino sott'odio,
Romanticismo comodo,
Traduzione
Io adoro San Valentino.
Davvero.
E' la migliore festa dell'anno.
E'... è....
...
..
Ok, prima che vi preoccupiate, vi posso dire che la trovo una festa piuttosto insignificante oltre che insultante. Pensateci.
Se uno non fa regali, sorprese o non si comporta romanticamente per tutto un anno, perché dovrebbe cominciare proprio a San Valentino?
E poi perché lasciare in mano alle donne la possibilità di progettare come passare quel giorno?
Solo perché dovrebbe essere un giorno romantico?
Ovvio che in questo caso la scelta non poteva andare in mani peggiori...
Primo scenario:
La baita
(o come lo potremo definire ora "alla Pancrazia")
Le donne hanno una strana immagine dell'interno di una baita. Questa prevede normalmente un camino abbastanza grande da potervi camminare dentro senza sbattere la testa, perennemente acceso e rifornito di legna, scorte di cioccolato che non fa ingrassare, tappeto di pelle d'orso (anche sintetico per le animaliste), abbondante neve fuori e caldissimo dentro.
In questo scenario le Valentine si vedono illuminate dalla sola luce del fuoco acceso (che nasconde romanticamente pelle a buccia d'arancia e la pancetta da torrone) in adorabile lingerie pronte a fare le capriole sopra il tappeto per almeno due giorni.
La prima cosa che devono sapere è che la neve è fredda. Anche se sta fuori dalla finestra.
Il camino riscalda finché ci stai davanti e non si riempie da solo.
La cioccolata ingrassa anche se la mangi in montagna e in ogni caso non ci sarà.
La verità è che vi troverete soli in una casetta di legno fredda e piena di spifferi, in cui farvi un bidè potrebbe ibernare i vostri genitali, l'unico cibo in casa è la maionese e potrete spalmarla solo sulle gambe dei tavoli (o sugli scoiattoli di passaggio).
La neve (tanto romantica, ma anche tanta e basta) farà gelare i vostri calzini e bloccherà la strada per il paese e anche i ripetitori dei cellulari.
L'elettricità ci sarà.
Quasi sempre.
Forse.
Forse no.
No, non ci saranno candele. Le avete scordate a casa.
E l'orso l'hanno ammazzato veramente per fare il tappeto.
Ecco
Secondo Scenario
Cara, faccio tutto io!
Il sogno di una donna è quello di essere viziata, servita e riverita (cioè, lo è anche per l'uomo, solo che l'uomo non fa tante storie se non succede).
La richiesta dunque di una giornata da principessa potrebbe sembrare romantica, giusta, innocente nonché tante altre cose assolutamente sbagliate.
Potrei commentare con qualcosa di semplice e misogino tipo "se l'uomo avesse dovuto servire e riverire sarebbe nato donna", ma non lo farò.
La verità è che spesso l'uomo non è chiamato a fare certe cose e per questo non ha mai imparato a farle. Non sa cucinare perché in genere il cibo si materializzava pronto sulla tavola. Non porta la colazione a letto perché è molto più facile fare alzare l'interessato. Non fa massaggi perché presumibilmente ha già ottenuto quello che voleva e può prenderlo di nuovo senza metterci tanto sforzo.
Allora perché permettere a questo plantigrado di avvicinarsi ai fornelli e fare tutto per voi complicandovi la vita? Non sarebbe più facile mandare via lui e fare qualcosa per fatti propri?
Lui si sveglierà tardi per la colazione, e non perché si sia svegliato più tardi del solito, ma perché voi l'aspettavate con più ansia (svegliandovi alle quattro, quattro e trentacinque, cinque e cinque... in attesa di odore di cornetto o almeno caffè).
Buttato dal letto anzi tempo da una compagna nevrotica lui brucerà il caffè e romperà una tazzina. I cornetti aveva scordato di scongelarli.
Se ha un po' di buon senso a pranzo vi porterà fuori, ma il vero dramma arriverà a cena, quando con abile maestria vi ricorderà perché siete voi a cucinare, sottolineandolo con ogni portata disgustosamente realizzata.
Il piano però prevede qualcosa a prova di scemo. Una cosa bella, romantica e facile: un bel bagno rilassante di coppia.
Candele profumate, petali di fiori e sali.
L'ultima volta che l'ha fatto una mia amica il suo bagno è andato letteralmente in fiamme e hanno dovuto ritinteggiare casa.
Per il massaggio sembrerà che vi voglia punire.
Tranquille: è proprio quello che cerca di fare.
Terzo scenario:
La cena romantica fuori.
Molti vi sono costretti dalla necessità. Alcuni lo scelgono.
Andare a mangiare in qualche ristorante per San Valentino, piano bar e menù tematici, già questo programma dovrebbe spaventare la maggior parte delle persone sane di mente e convincerle a rimanere dentro un rifugio antiatomico fino al deposito del fallout radioattivo. Ma la verità è che molti sembrano allettati, come sorci col pifferaio di Hamelin, dall'idea di questo pasto.
Nella teoria la cena dovrebbe essere un'occasione per passare romanticamente un momento in due, degustando cibi raffinati, assaporando vini ricercati e ascoltando melodie dolci e tenere.
Tutto si svolgerà magnificamente, il cibo sarà fresco e ottimo, il vino economico e sorprendente, nessuno lava i piatti e la sera si tromba come bruchi sotto extasi, scartata la lingerie La Perla appena regalata e messo l'anello col diamante al sicuro sul comodino.
Oppure no.
I menù di San Valentino prevedono normlamente tonnellate di peperoncino sparso come lapilli su Pompei in ogni piatto (questo per coprire l'orribile sapore di pesce surgelato). Quello che non sarà caldo e letalmente piccante, sarà probabilmente freddo e viscido (e parlo delle ostriche come dell'epilogo sessuale della serata).
Tutto sarà innaffiato da Tavernello messo a rabbocco nella classica bottiglia di Chianti, (usata normalmente come porta candele) cosa che farà arrabbiare il vostro stomaco, ma mai quanto quello che state sentendo.
Quella che doveva essere un'amabile melodia suonata da mani esperte è uno squallido piano bar karaokato, un vilipendio alla musica perseguibile legalmente in dieci Stati, e punibile in tre con la pena di morte, tutto suonato con una tastierina Bontempi e un lauto bicchiere di vino.
Il costo complessivo della cena sarà triplo rispetto al normale.
Arrivati a casa capirete cosa vuol dire stare come bruchi sotto extasi mentre siete in bagno a rimpiangere quell'extra piccante che avete messo sopra le linguine allo scoglio.
La lingerie è leopardata e non la indossate.
Niente anello.
Ha cambiato idea dopo che ha sentito per la terza volta il karoke di "Ero contentissimo" di Tiziano Ferro e ora sta pensando di lasciarvi.
Insomma.
Questi sono solo tre dei possibili scenari "romantici" che la mente di una qualsiasi donna potrebbe partorire coi rispettivi possibili realistici risvolti.
Ma il problema di San Valentino è forse un altro e dopo alcuni decenni di post-femminismo forse se ne può cominciare a parlare.
A San Valentino le donne chiedono a gran voce di avere quello che non hanno durante il resto dell'anno.
Ma qualcuna si è mai premurata di sapere se l'uomo ha quello che vuole almeno una volta l'anno?
Con questo importante interrogativo vi lascio alla vostra giornata, che sia piena di qualcosa di bello, romantico o meno che sembri...

E' la migliore festa dell'anno.
E'... è....
...
..
Ok, prima che vi preoccupiate, vi posso dire che la trovo una festa piuttosto insignificante oltre che insultante. Pensateci.
Se uno non fa regali, sorprese o non si comporta romanticamente per tutto un anno, perché dovrebbe cominciare proprio a San Valentino?
E poi perché lasciare in mano alle donne la possibilità di progettare come passare quel giorno?
Solo perché dovrebbe essere un giorno romantico?
Ovvio che in questo caso la scelta non poteva andare in mani peggiori...
Primo scenario:
La baita
(o come lo potremo definire ora "alla Pancrazia")
Le donne hanno una strana immagine dell'interno di una baita. Questa prevede normalmente un camino abbastanza grande da potervi camminare dentro senza sbattere la testa, perennemente acceso e rifornito di legna, scorte di cioccolato che non fa ingrassare, tappeto di pelle d'orso (anche sintetico per le animaliste), abbondante neve fuori e caldissimo dentro.
In questo scenario le Valentine si vedono illuminate dalla sola luce del fuoco acceso (che nasconde romanticamente pelle a buccia d'arancia e la pancetta da torrone) in adorabile lingerie pronte a fare le capriole sopra il tappeto per almeno due giorni.
La prima cosa che devono sapere è che la neve è fredda. Anche se sta fuori dalla finestra.
Il camino riscalda finché ci stai davanti e non si riempie da solo.
La cioccolata ingrassa anche se la mangi in montagna e in ogni caso non ci sarà.
La verità è che vi troverete soli in una casetta di legno fredda e piena di spifferi, in cui farvi un bidè potrebbe ibernare i vostri genitali, l'unico cibo in casa è la maionese e potrete spalmarla solo sulle gambe dei tavoli (o sugli scoiattoli di passaggio).
La neve (tanto romantica, ma anche tanta e basta) farà gelare i vostri calzini e bloccherà la strada per il paese e anche i ripetitori dei cellulari.
L'elettricità ci sarà.
Quasi sempre.
Forse.
Forse no.
No, non ci saranno candele. Le avete scordate a casa.
E l'orso l'hanno ammazzato veramente per fare il tappeto.
Ecco
Secondo Scenario
Cara, faccio tutto io!
Il sogno di una donna è quello di essere viziata, servita e riverita (cioè, lo è anche per l'uomo, solo che l'uomo non fa tante storie se non succede).
La richiesta dunque di una giornata da principessa potrebbe sembrare romantica, giusta, innocente nonché tante altre cose assolutamente sbagliate.
Potrei commentare con qualcosa di semplice e misogino tipo "se l'uomo avesse dovuto servire e riverire sarebbe nato donna", ma non lo farò.
La verità è che spesso l'uomo non è chiamato a fare certe cose e per questo non ha mai imparato a farle. Non sa cucinare perché in genere il cibo si materializzava pronto sulla tavola. Non porta la colazione a letto perché è molto più facile fare alzare l'interessato. Non fa massaggi perché presumibilmente ha già ottenuto quello che voleva e può prenderlo di nuovo senza metterci tanto sforzo.
Allora perché permettere a questo plantigrado di avvicinarsi ai fornelli e fare tutto per voi complicandovi la vita? Non sarebbe più facile mandare via lui e fare qualcosa per fatti propri?
Lui si sveglierà tardi per la colazione, e non perché si sia svegliato più tardi del solito, ma perché voi l'aspettavate con più ansia (svegliandovi alle quattro, quattro e trentacinque, cinque e cinque... in attesa di odore di cornetto o almeno caffè).
Buttato dal letto anzi tempo da una compagna nevrotica lui brucerà il caffè e romperà una tazzina. I cornetti aveva scordato di scongelarli.
Se ha un po' di buon senso a pranzo vi porterà fuori, ma il vero dramma arriverà a cena, quando con abile maestria vi ricorderà perché siete voi a cucinare, sottolineandolo con ogni portata disgustosamente realizzata.
Il piano però prevede qualcosa a prova di scemo. Una cosa bella, romantica e facile: un bel bagno rilassante di coppia.
Candele profumate, petali di fiori e sali.
L'ultima volta che l'ha fatto una mia amica il suo bagno è andato letteralmente in fiamme e hanno dovuto ritinteggiare casa.
Per il massaggio sembrerà che vi voglia punire.
Tranquille: è proprio quello che cerca di fare.
Terzo scenario:
La cena romantica fuori.
Molti vi sono costretti dalla necessità. Alcuni lo scelgono.
Andare a mangiare in qualche ristorante per San Valentino, piano bar e menù tematici, già questo programma dovrebbe spaventare la maggior parte delle persone sane di mente e convincerle a rimanere dentro un rifugio antiatomico fino al deposito del fallout radioattivo. Ma la verità è che molti sembrano allettati, come sorci col pifferaio di Hamelin, dall'idea di questo pasto.
Nella teoria la cena dovrebbe essere un'occasione per passare romanticamente un momento in due, degustando cibi raffinati, assaporando vini ricercati e ascoltando melodie dolci e tenere.
Tutto si svolgerà magnificamente, il cibo sarà fresco e ottimo, il vino economico e sorprendente, nessuno lava i piatti e la sera si tromba come bruchi sotto extasi, scartata la lingerie La Perla appena regalata e messo l'anello col diamante al sicuro sul comodino.
Oppure no.
I menù di San Valentino prevedono normlamente tonnellate di peperoncino sparso come lapilli su Pompei in ogni piatto (questo per coprire l'orribile sapore di pesce surgelato). Quello che non sarà caldo e letalmente piccante, sarà probabilmente freddo e viscido (e parlo delle ostriche come dell'epilogo sessuale della serata).
Tutto sarà innaffiato da Tavernello messo a rabbocco nella classica bottiglia di Chianti, (usata normalmente come porta candele) cosa che farà arrabbiare il vostro stomaco, ma mai quanto quello che state sentendo.
Quella che doveva essere un'amabile melodia suonata da mani esperte è uno squallido piano bar karaokato, un vilipendio alla musica perseguibile legalmente in dieci Stati, e punibile in tre con la pena di morte, tutto suonato con una tastierina Bontempi e un lauto bicchiere di vino.
Il costo complessivo della cena sarà triplo rispetto al normale.
Arrivati a casa capirete cosa vuol dire stare come bruchi sotto extasi mentre siete in bagno a rimpiangere quell'extra piccante che avete messo sopra le linguine allo scoglio.
La lingerie è leopardata e non la indossate.
Niente anello.
Ha cambiato idea dopo che ha sentito per la terza volta il karoke di "Ero contentissimo" di Tiziano Ferro e ora sta pensando di lasciarvi.
Insomma.
Questi sono solo tre dei possibili scenari "romantici" che la mente di una qualsiasi donna potrebbe partorire coi rispettivi possibili realistici risvolti.
Ma il problema di San Valentino è forse un altro e dopo alcuni decenni di post-femminismo forse se ne può cominciare a parlare.
A San Valentino le donne chiedono a gran voce di avere quello che non hanno durante il resto dell'anno.
Ma qualcuna si è mai premurata di sapere se l'uomo ha quello che vuole almeno una volta l'anno?
Con questo importante interrogativo vi lascio alla vostra giornata, che sia piena di qualcosa di bello, romantico o meno che sembri...

23 novembre 2008
Domande per tutti
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Romanticismo comodo,
Traduzione
Tizio figlio di Tizione e Tiziona premorti, è vedovo di Caia (figlia di Caione e Caiona ancora viventi), quand'è che nella sua miserabile vita avrà capito che suo figlio di nome Sergio (mica Tizietto o Caietto, proprio Sergio) è nato da una relazione extra coniugale della moglie con Claudio?
1) Quando Tizione e Tiziona hanno sentito il nome dato al nipote e sono morti di crepacuore.
2) Quando l'impiegato dell'anagrafe s'è messo a ridere dandosi sonore pacche sulle cosce.
3) Quando la moglie è stata trovata morta in un letto di motel dopo una tournè di sesso sadomaso estremo con l'amante Claudio (il quale si era scordato che la parola di sicurezza era "apoplessia").
4) Quando colto da dubbio ha deciso finalmente di fare il test di paternità, ed è morto a sua volta di vergogna senza aver redatto testamento e lasciando di conseguenza tutto il suo patrimonio a Procolo (sì Jane, Procolo), figlio di Sempronione cugino di sua madre (alla faccia tua Sergio).
(Vignetta di Bob-Rz tradotta da me)---
---
Caio, benestante, e Tizia si promettono vicendevolmente il matrimonio con richiesta delle pubblicazioni all'ufficiale dello stato civile. La sera prima della data fissata per la cerimonia nuziale Tizia e Caio scoprono reciproche e ripetute infedeltà e rifiutano il matrimonio. Due anni dopo Caio chiede a Tizia la restituzione di due fedine donatele e riportanti l'una l'incisione della data in cui si erano conosciuti, e l'altra la data del futuro matrimonio, poi non contratto. Nel caso in esame:
1) Ah! L'amore...
2) Ma che cazzo se ne fa poi che ci sono le date sopra? Sto pezzente...
3) Può riaverle entrambe, ma Tizia è autorizzata a ridargliele sparandole con un fucile a canne mozze.
4) Può riaverle, ma non avrà mai indietro la sua dignità, visto che da allora gli danno tutti del gran cornuto.
(Vignetta di Zach Weiner tradotta da me.)---
---
Gaio, ricco possidente di anni quaranta, dona alla bella (e dico BELLA) trentanovenne nipote Nella la nuda proprietà (e sottolineo NUDA) di una villa nell'isola di Panarea, ma se ne riserva l'usufrutto vita natural durante. Per favorire Pinuccio, custode della villa, ma già noto e colto professionista ritiratosi sull'isola per fuggire dallo stress della vita moderna (in verità faceva lo scalda-seggiole presso il bar Da Tano 'o fetuso), Gaio concede ipoteca sull'usufrutto della villa così Pinuccio potrà pagare una barca a vela di 30 metri con la quale, essendo un esperto uomo di mare (ha visto per ben cinque volte il video di In the Navy dei Village People), intende convincere la bella Rina a veleggiare con lui (e magari a dargliela anche sulla terra ferma). Prima che sia estinto il debito Gaio rinunzia all'usufrutto e Nella, anch'essa nel frattempo ritiratasi sull'isola, diventa piena proprietaria della villa. In questo caso:
1) Gaio, lo dice il nome, è gaio. E anche se sembra che ci sta a provare con la bella nipote Nella, in verità lui punta Pinuccio. Infatti Pinuccio gli aveva promesso che in barca ci portava a lui e facevano i Villag Pipol insieme. E invece no. Gaio frustrato manda affanculo tutti. C'ha anche ragione.
2) Gaio e Nella hanno preso in giro Pinuccio e ora che lui è in barca solo come un cane, loro due fanno Ri-Ritorno Laguna Blu versione geriatrica a Panarea.
3) Ma farsi i fatti propri no, eh?
4) La banca prenderà la villa, la casa a Cinesello e il box auto, la barca di 30 metri, la nuda proprietà della bella trentanovenne Nella, e anche quella di Pinuccio, la mucca, il violino, la scatola di cachi, la radio transistor, i dischi di Little Tony, un figlio militare e gli ammazzeranno anche il maiale...
Pover purcel, nel senso del maiale.
A bè, sì bè....
05 ottobre 2008
"B" come balena
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Romanticismo comodo
"Agli uomini piacciono i film in cui molti uomini muoiono molto velocemente, alle donne piacciono i film in cui un solo uomo muore molto lentamente."
Quando Bill incontra Jane - Mating Habits

Uno dei primi problemi di romanticismo che incontrano le coppie sono i film: uomini e donne, infatti, traggono piacere da tipi di spettacoli e di storie differenti.
Il fatto è che mentre gli uomini fanno vedere alle proprie compagne solo film che sono convinti che possano piacere ad entrambi; le donne costringono l'uomo a vedere polpettoni romantici sapendo (perché è impossibile non saperlo) che mai un uomo normale li vedrebbe.
E' quindi chiaro che mentre l'uomo vuole solo divertirsi con la propria ragazza, la ragazza usa il film per mettere alla prova la pazienza del proprio compagno per il proprio gusto sadico.
I film proposti dalle donne, proprio per questo motivo, sono quasi sempre film così tipicamente femminili e pieni di romanticismo che il maschio medio è completamente incapace di capirli, così come non è capace di sentire gli ultrasuoni dei pipistrelli o il sonar delle balene.

(di fatto nessun maschio tra quelli esaminati ha trovato "carine" queste balene)
E' un fenomeno fisico ancora all'esame dei più competenti scienziati, ma diversi test hanno dimostrato come il maschio umano sia coperto da una sottile patina antiromantica (che le donne scambiano per sporco), particolarmente spessa in prossimità dei canali auricolari e visivi: questo gli impedirebbe di capire o anche solo di percepire la presenza di qualcosa di romantico nelle vicinanze.
In pratica, se Elizabeth Benneth (chi deve sapere chi è, lo sa) confessa il proprio amore ad un impettito signor Darcy, la donna si scioglierà in brodo di giuggiole, l'uomo continuerà a fissare le tette dell'attrice e a urlare dentro di sè: "E TROMBALA E FACCIAMOLA FINITA!"

(il campione maschile di riferimento afferma che avrebbe seguito meglio la trama se avessero scelto un'attrice col seno più grosso di quello di Keira Knightley)
Dico.
L'uomo medio.
Perché non capisce cosa ci sia di bello in un film di due ore in cui ci sono due che si baciano sì e no tre volte. Non è divertente. Non fa paura. Non eccita. Non appassiona manco un po', e poi le tette non si sono viste.
E l'uomo è là, basito. Si chiede che ci dovrebbe essere di interessante in tutta questa storia.
Si astrae dal film, tanto non ci capiva una sega comunque, e comincia a chiedersi se la storia vera, quella da cui hanno tratto il film, è andata così, e si immagina le seguenti possibilità:
1) Lei vuole stare con lui e lui no.
"Possibile che non se la voglia fare?" si chiede cominciando ad aggrottare la fronte.
"L'attrice non è male."
Dopo una breve analisi a raggi x dei mutandoni di lana e del corpetto a stecche di muflone conferma in appello: "Io me la farei."
Pausa.
Sguardo alla propria compagna. Sopracciglio alzato.
"Sì, me la farei..."
"E allora perché quello non se la tromba?"
"Ecco. Ecco ha ricominciato a parlare. Almeno prima si baciavano. Ma quando se la tromba?"
"..."
"Sicuramente dal vivo era un cesso."
2) Lui vuole stare con lei, lei no.
"E secondo loro basta quello per portarla a letto?"
"Ma dai! Ma che stronzata!"
"Nooo.... Questo non succede mai e poi mai! Lo facessi io sai quanti calci in culo!"
"..."
"E se la fa. Tanto valeva mi vedevo un po' di fantascienza. Lì non pretendono di essere realistici..."
3) Entrambi vogliono stare insieme, ma non possono.
"Ma perché va ancora appresso a quella? Ma perché non si fa l'amica? Dai guardala!"
"L'amica non è male..."
Controllo di routine alla ragazza, sopracciglio alzato...
"Sì, me la farei."
"Ancora con quella... lo vuoi capire! Passa all'amica! TROMBALA!"
"..."
"Ma vuoi vedere che se le fa entrambe?"
Donna: "Caro ti piace il film?"
Uomo: "Ora sì."
D'altra parte, la maggioranza delle donne sembra fisiologicamente incapace di comprendere una storia diversa da quelle appena descritte e il suo cervello comincia a mandare possenti segnali di noia dopo appena pochi secondi. In alcuni casi anche prima di cominciare.
La donna di fronte a film come Guerre Stellari o 28 giorni dopo, passati i titoli di testa avrà il bisogno di andare in bagno, poi avrà fame, poi sonno, poi di nuovo in bagno.
Chiederà insistentemente al compagno il perché quell'uomo uccida quell'altro uomo vestito in maniera strana, oppure chi ha una relazione con chi (nel massimo livello di interesse), cosa sia quella cosa che ha in mano, o di cosa stavano parlando.
Infine, dopo al massimo venti minuti, vorrà per forza sapere se finisce bene e poi si alzerà senza aspettare risposta.
(test scientifici hanno dimostrato che l'uomo preferirebbe prendere venti colpi di frusta sulle natiche che vedere un'altra volta la scena in cui lui e lei finalmente si baciano)
Alla fine di questa analisi possiamo ben dire che il primo consiglio della rubrica per il romanticismo comodo è: se la ragazza vuole vedere per forza un film romantico potrà benissimo farlo. Da sola. Senza coinvolgere l'uomo, il quale si vedrà un film che piace a lui. Finiti gli spettacoli, entrambi potranno incontrarsi, camminare felici, mano nella mano chiedendosi com'erano i film.
Inoltre, se la ragazza porta comunque il proprio partnere a vedere un film romantico a tradimento, il ragazzo avrà diritto a vedere un film porno con lei.
p.s.: memorandum, non cercare immagini per le parole "lesbian", "mistress" e soprattutto "balena" su google senza un'adeguata preparazione.
24 settembre 2008
Romanticismo comodo
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Ogni ragazzo o ragazza che sta per fidanzarsi, o lo è già da tempo dovrebbe conoscere una regola fondamentale per la sopravvivenza pacifica della coppia. Quello che potremmo chiamare il Protocollo di Kyoto delle relazioni amorose.
Il principio è semplice: il romanticismo dev'essere comodo.
Quello che ingiustamente la tv, la musica, la poesia, certa letteratura vuole farci credere è che una cosa è romantica e bella solo se è tremendamente scomoda. Preferibilmente se lo è solo per l'uomo, altrimenti possono soffrire entrambi.
Il romanticismo in questo senso prende il posto dell'antico compito (ben più semplice e soddisfacente) di far fuori i draghi per salvare le principesse.
Tanto tempo fa, nell'epoca conosciuta dai più accorti come Epoca Dragoniana, conquistare il cuore di una donna era un lavoro alla portata di qualunque gonzo con una spada e non erano richieste (come ora) decine se non centinaia di "miniprove" e dimostrazioni di affetto quotidiane.
Bastava uccidere un rettile volante sputafuoco di diverse tonnellate e poi eri a posto per il resto della vita. Non solo, tra i benefit rientrava il diritto di dare il primo vero "bacio" (voi avete capito cosa intendo, non mi fate ammiccare) di vero amore alla damigella.
Per questo tutte le favole di quel periodo si chiudevano con un "e vissero per sempre felici e contenti".
Insomma tutti i pregi di una relazione, nessun difetto.
Principessa: "Ci facciamo le coccole a letto caro?"
Cavaliere: "Ho ucciso un drago."
Principessa: "Ma solo un po' di coccole... è tenero!"
Cavaliere: "Ho ucciso un drago. Questo è tenero."
Principessa: "Dai potremmo restare abbracciati prima di dormire?"
Cavaliere: "Drago."
Principessa: "Almeno eviteresti di fare scorregge sotto le coperte?"
Cavaliere: "Drago."
Principessa: "..."
Cavaliere: "..."
Cavaliere: "E domani lucida l'armatura, c'è ancora della pupù di drago sopra... Donna."
Poi è arrivato il femminismo. Era circa tra il 1100 e il 1300 dopo Cristo.
Il medioevo, si sa, è stata un'età barbara, colpa probabilmente della nascita del nauseante amor cortese: la donna doveva essere idealizzata e rispettata come e più di una santa.
E non pensate, donne, che sia andata male solo agli uomini! Perché proprio in quel periodo si è affermato il concetto che se una donna non è una santa, di sicuro è qualcos'altro...
Comunque, da quel momento i rapporti sono andati peggiorando uniformemente per tutti. Si è smesso di usare le armature perché arrugginivano a forza di scambiarsi teneri baci sotto la pioggia, di conseguenza molti uomini sono stati facile preda per gli ultimi draghi rimasti, i quali potevano mangiare senza doversi portare l'apriscatole. A loro volta, i draghi, per colpa di tutte le smancerie di dame e cavalieri si sono estinti a causa del diabete.
Gli uomini, ormai rapiti da immagini mistiche di donne pure, da preservare, nelle cui coperte non si poteva scorreggiare liberamente, sono arrivati all'eccesso opposto.
Troppa gentilezza, accortezza e romanticismo sempre e ovunque.
E, ovviamente, le donne hanno ricominciato ad essere scontente.
Cavaliere: "Dama, luce del mio cuore, stella mattutina che guidi i miei pensieri nella valle delle tenebre e dei pericoli..."
Principessa: "Ahem..."
Cavaliere: "... il tuo candore, imago di purezza e sentimenti immacolati così come il diafano raggio di luna che nella notte..."
Principessa: "E' molto dolce, ma Cavaliere... io..."
Cavaliere: "... il giorno più luminoso non è niente al confronto del tuo sembiante..."
Principessa: "Voglio fare sesso."
Cavaliere: "... potessi io stringere la tua dolce ma... scusa hai detto?"
Principessa: "Voglio fare sesso."
Cavaliere: "Vuoi una rosa adesso?"
Principessa: "..."
Cavaliere: "..."
Principessa: "Sì, caro, proprio quello. Continua."
E' evidente come tutto questo non potesse far altro che degenerare.
Le donne non hanno avuto vita facile. Col passare dei secoli oltre alla dicotomia medievale "santa/sgualdrina" si è aggiunto il terzo elemento: "strega", un ruolo inventato dalla Chiesa che sta molto vicino a quello della sgualdrina, differenziandosi solo perché la strega si fa pagare dai membri del clero per prestazioni che normalmente ricevevano gratis.
Gli uomini dal canto loro, si sa, già non sono bravi a interpretare un segnale più complesso di "acceso/spento" del televisore, e hanno avuto il loro bel da fare a inserire nella giusta categoria le donne in quel periodo oscuro.
Principessa: "Oh, mio amato!"
Cavaliere: "Oh, preziosa luce del mio cuore, soffice rugiada mattutina, tene..."
Principessa: "Non starai ricominciando con quelle storie di cavallucci di zucchero e coniglietti di cioccolato, spero!"
Cavaliere: "..."
Principessa: "..."
Cavaliere: "Aveva ragione la mamma: sei una sgualdrina!"
Principessa: "No, un altro di quelli mi doveva capitare... caro... è che volevo solo stare abbracciata con te, e coccolarci e sentire le tue romanze... ma magari (ammiccando e dando grosse gomitate nelle costole al cavaliere) ... a letto..."
Cavaliere (con la fronte aggrottata): "...hum?"
Principessa: "Leeeeeeeetto."
Mamma del Cavaliere: "STREGA!"
Finalmente, passando attraverso un nuovo pseudo femminismo in cui le donne hanno lottato per essere (per quale motivo non so) più simili agli uomini, siamo arrivati ai giorni nostri.
Salvo casi estremi la domanda e l'offerta di romanticismo ora sono quasi livellate, con un certo scompenso a favore della domanda, ovviamente.
La mia teoria per riuscire a risolvere secoli di incomprensione è quella di eliminare la scomodità dal romanticismo, così che ogni uomo possa permettersi di essere romantico senza per questo odiare profondamente la propria compagna perché lo costringe a fare cose nel migliore dei casi fastidiose, nel peggiore dolorose e con possibili rischi per la salute.
Nei prossimi post analizzerò attentamente quali sono i peggiori atti romantici perpetrati dal genere umano, come evitarli e quali sono i possibili atti romantici comodi.
A presto con gli approfondimenti.
Il principio è semplice: il romanticismo dev'essere comodo.
Quello che ingiustamente la tv, la musica, la poesia, certa letteratura vuole farci credere è che una cosa è romantica e bella solo se è tremendamente scomoda. Preferibilmente se lo è solo per l'uomo, altrimenti possono soffrire entrambi.
Il romanticismo in questo senso prende il posto dell'antico compito (ben più semplice e soddisfacente) di far fuori i draghi per salvare le principesse.
Tanto tempo fa, nell'epoca conosciuta dai più accorti come Epoca Dragoniana, conquistare il cuore di una donna era un lavoro alla portata di qualunque gonzo con una spada e non erano richieste (come ora) decine se non centinaia di "miniprove" e dimostrazioni di affetto quotidiane.
Bastava uccidere un rettile volante sputafuoco di diverse tonnellate e poi eri a posto per il resto della vita. Non solo, tra i benefit rientrava il diritto di dare il primo vero "bacio" (voi avete capito cosa intendo, non mi fate ammiccare) di vero amore alla damigella.
Per questo tutte le favole di quel periodo si chiudevano con un "e vissero per sempre felici e contenti".
Insomma tutti i pregi di una relazione, nessun difetto.
Principessa: "Ci facciamo le coccole a letto caro?"
Cavaliere: "Ho ucciso un drago."
Principessa: "Ma solo un po' di coccole... è tenero!"
Cavaliere: "Ho ucciso un drago. Questo è tenero."
Principessa: "Dai potremmo restare abbracciati prima di dormire?"
Cavaliere: "Drago."
Principessa: "Almeno eviteresti di fare scorregge sotto le coperte?"
Cavaliere: "Drago."
Principessa: "..."
Cavaliere: "..."
Cavaliere: "E domani lucida l'armatura, c'è ancora della pupù di drago sopra... Donna."
Poi è arrivato il femminismo. Era circa tra il 1100 e il 1300 dopo Cristo.
Il medioevo, si sa, è stata un'età barbara, colpa probabilmente della nascita del nauseante amor cortese: la donna doveva essere idealizzata e rispettata come e più di una santa.
E non pensate, donne, che sia andata male solo agli uomini! Perché proprio in quel periodo si è affermato il concetto che se una donna non è una santa, di sicuro è qualcos'altro...
Comunque, da quel momento i rapporti sono andati peggiorando uniformemente per tutti. Si è smesso di usare le armature perché arrugginivano a forza di scambiarsi teneri baci sotto la pioggia, di conseguenza molti uomini sono stati facile preda per gli ultimi draghi rimasti, i quali potevano mangiare senza doversi portare l'apriscatole. A loro volta, i draghi, per colpa di tutte le smancerie di dame e cavalieri si sono estinti a causa del diabete.
Gli uomini, ormai rapiti da immagini mistiche di donne pure, da preservare, nelle cui coperte non si poteva scorreggiare liberamente, sono arrivati all'eccesso opposto.
Troppa gentilezza, accortezza e romanticismo sempre e ovunque.
E, ovviamente, le donne hanno ricominciato ad essere scontente.
Cavaliere: "Dama, luce del mio cuore, stella mattutina che guidi i miei pensieri nella valle delle tenebre e dei pericoli..."
Principessa: "Ahem..."
Cavaliere: "... il tuo candore, imago di purezza e sentimenti immacolati così come il diafano raggio di luna che nella notte..."
Principessa: "E' molto dolce, ma Cavaliere... io..."
Cavaliere: "... il giorno più luminoso non è niente al confronto del tuo sembiante..."
Principessa: "Voglio fare sesso."
Cavaliere: "... potessi io stringere la tua dolce ma... scusa hai detto?"
Principessa: "Voglio fare sesso."
Cavaliere: "Vuoi una rosa adesso?"
Principessa: "..."
Cavaliere: "..."
Principessa: "Sì, caro, proprio quello. Continua."
E' evidente come tutto questo non potesse far altro che degenerare.
Le donne non hanno avuto vita facile. Col passare dei secoli oltre alla dicotomia medievale "santa/sgualdrina" si è aggiunto il terzo elemento: "strega", un ruolo inventato dalla Chiesa che sta molto vicino a quello della sgualdrina, differenziandosi solo perché la strega si fa pagare dai membri del clero per prestazioni che normalmente ricevevano gratis.
Gli uomini dal canto loro, si sa, già non sono bravi a interpretare un segnale più complesso di "acceso/spento" del televisore, e hanno avuto il loro bel da fare a inserire nella giusta categoria le donne in quel periodo oscuro.
Principessa: "Oh, mio amato!"
Cavaliere: "Oh, preziosa luce del mio cuore, soffice rugiada mattutina, tene..."
Principessa: "Non starai ricominciando con quelle storie di cavallucci di zucchero e coniglietti di cioccolato, spero!"
Cavaliere: "..."
Principessa: "..."
Cavaliere: "Aveva ragione la mamma: sei una sgualdrina!"
Principessa: "No, un altro di quelli mi doveva capitare... caro... è che volevo solo stare abbracciata con te, e coccolarci e sentire le tue romanze... ma magari (ammiccando e dando grosse gomitate nelle costole al cavaliere) ... a letto..."
Cavaliere (con la fronte aggrottata): "...hum?"
Principessa: "Leeeeeeeetto."
Mamma del Cavaliere: "STREGA!"
Finalmente, passando attraverso un nuovo pseudo femminismo in cui le donne hanno lottato per essere (per quale motivo non so) più simili agli uomini, siamo arrivati ai giorni nostri.
Salvo casi estremi la domanda e l'offerta di romanticismo ora sono quasi livellate, con un certo scompenso a favore della domanda, ovviamente.
La mia teoria per riuscire a risolvere secoli di incomprensione è quella di eliminare la scomodità dal romanticismo, così che ogni uomo possa permettersi di essere romantico senza per questo odiare profondamente la propria compagna perché lo costringe a fare cose nel migliore dei casi fastidiose, nel peggiore dolorose e con possibili rischi per la salute.
Nei prossimi post analizzerò attentamente quali sono i peggiori atti romantici perpetrati dal genere umano, come evitarli e quali sono i possibili atti romantici comodi.
A presto con gli approfondimenti.
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