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17 gennaio 2016

Storie d'amore e di buche nel deserto

Ho già parlato di come nel Vecchio Testamento ci fosse poca dimestichezza su come trattare le donne parlando dell'esperienze del giovane Onan con la sua moglie di seconda mano (cliccate qua se volete sapere perché veniva chiamato l'incula capre) e delle figlie dell'anziano Lot (cliccate qui se invece volete sapere perché hanno deciso che giacere con il loro stesso padre dopo averlo fatto ubriacare fosse una buona idea)

Questa volta, invece, si parla di amore.
Cioè... più o meno.
Si parla di sesso, candele profumate e buche scavate nel deserto di notte per nascondere cadaveri.
Parlerò, insomma, di Sara e Tobia.

06 aprile 2010

Otto per mille

Dai che questo è pure in italiano.
Fatto dai Paguri, di cui vi consiglio ardentemente di seguire il blog (se siete duri e non l'avete capito è Don Zauker).

20 ottobre 2009

Il vecchio nel Vecchio Testamento

Che il Vecchio Testamento fosse diventato obsoleto per le esigenze della vita moderna le persone l'avevano già capito più di due millenni fa.
E la storia insegna che una religione che non si sa adattare è una religione destinata a scomparire.

(Priapo: tra i primi dei a scomparire perché troppo 'rigido')

Circa tremila anni fa, secolo più, secolo meno, in Grecia doveva sembrare abbastanza ragionevole che una donna fosse rimasta incinta, per quanto chiusa dentro una torre di bronzo, grazie all'intervento di un dio presentatosi sotto pioggia dorata (non questa "pioggia dorata"... cioè, forse non quella...).
Vi sembra una barzelletta? State pensando anche voi che probabilmente quella donna se l'è fatta con la guardia quando il marito era distratto e poi ha inventato la storia del dio (e non quella della pioggia dorata)?
Ecco. Ora pensate che questo era parte del "catechismo". Non erano favole: era religione (facile dire che erano favole QUELLE).
E' probabile che non ci sia voluto molto perché la gente facendo i conti di quante madri improvvisamente si sono trovate incinte di un dio in situazioni molto bizzarre (un clone, un satiro, un altro clone, un cigno, un serpente, un'aquila, un TORO - e qui sarebbe stata da vedere la faccia che fece il padre a questo racconto), si facesse domande sulla validità e ragionevolezza della religione e dei suoi precetti.
D'altronde le fondamenta di questa religione erano troppo specifiche e particolareggiate e non bastava guardare da un'altra parte per i racconti più stravaganti e dire che bastava interpretarli in maniera allegorica per poterla salvare.
E poi diciamolo, che speranze aveva il politeismo greco di potersi adattare ai mutamenti sociali quando il suo massimo rappresentate era un instancabile sessuomane?

(Ehi, Rocco! E' stato difficile riconoscerti con la barba!)

Ma torniamo a noi.
Il Vecchio Testamento, come molti avevano già capito, era vecchio.
Non tutto. Ma molte cose sì.
Cose che quando le si nomina ti dicono che il nuovo testamento ha creato un nuovo patto tra Dio e gli uomini e quindi non bisogna considerarle (ma se sono lì ci sarà un motivo? Ci sono anche i comandamenti...).
Tipo la parte in cui si vieta di mangiare il grasso di bue, di pecora e di capra, o proibisce di avere a che fare con gli animali che hanno l'unghia divisa (a voi trovare il significato), o l'esilio per la coppia che si congiunge quando la donna ha il ciclo.
Queste sono tutte cose presenti nella Bibbia, Vecchio Testamento. C'è anche Onan che abbiamo già visto.
Ci manca Lot.
(Senza apostrofo, idioti! Quante volte ve lo devo dire? Lot! Non l'Ot!)

Lot, l'ho scoperto da poco, non era soltanto il tipo la cui moglie è diventata un lecca lecca per capre, durante la fuga dalla giusta distruzione di Sodoma e Gomorra, così come hollywood ci ha fatto sempre pensare.
La sua storia cominciò già un po' prima, quando ricevette la visita di due angeli.

All'epoca Lot stava a Sodoma e scaldava sgabelli al bar "Da Massimo Quello Vero (...non quello dell'altra piazza che è venuto dopo lo giuro e fa anche il latte di capra rancido)" e faceva da opinionista sui basti da asino al locale mercato di granaglie e semenze. Queste sue occupazioni spesso gli procuravano anche il part-time come poligono di tiro mobile per lapidazioni.
Un giorno in cui si stava riprendendo dall'ultimo lancio di sassi appunti e uova marce, Lot si trovò di fronte due angeli. Per correttezza bisogna dire che non stavano andando da lui, visto che erano lì solo di passaggio (avevano finito la miscela per le ali e nel Sinai non si trova un distributore manco a pagarlo un'ira di Dio... ops...) e dopo averlo visto che ancora feteva d'uovo vecchio, volevano andare a dormire per terra in piazza.
Lot però non ne volle che sapere e promise loro del pane senza lievito, un rinfresco col vino del contadino che-m'ha-giurato-che-è-buono, il centerbe della zia Petunia, la collezione di canestri di vimini intrecciati del nonno, un set di pentole in bronzo inox e una bici dalle ruote quadre. Gli angeli ingenui cedettero e andarono da Lot.

(Fino a quel momento il centerbe di zia Petunia era stato usato solo come veleno per topi)

Lot ovviamente, con la scusa di andare a comprarsi le sigarette prima di cena, si allontanò e andò a vantarsi con tutti i conoscenti al bar degli ospiti illustri che aveva a casa, prendendoli in giro e appioppando fastidiosi nomignoli.
Gli altri, che già odiavano Lot, vollero vedere coi propri occhi questi ospiti e andarono in massa a casa sua portando molti randelli e grosse mazze.
Arrivati in massa di fronte alla sua abitazione, i suoi compaesani assunsero quell'aria pronta al dialogo che hanno tutte le folle contadine armate di fiaccole e forconi, e chiesero con cortesia di poter "conoscere" gli ospiti (allora non si usava ancora l'espressione "conoscere in senso biblico", ma il senso era quello).
Lot si trovò di fronte ad un gran problema. Cosa fare per salvare i due angeli da una folla inferocita?
E lì arrivò il colpo di genio.
Prenderò due piccioni con una fava! - si disse. E offrì ad una massa di persone piena di "randelli" (ammicco) e "grosse mazze" (ammicco-ammicco) le proprie figlie.
Per rendere il bocconcino più appetitoso ai villani lì riuniti, specificò che non avevano visto ancora uomo, e si offrì anche di metterle già in posizione per la congiunzione e al limite di offrire anche un po' del suo (molto meglio essere un pessimo padre che un cattivo ospite).
Gli uomini, che sempre di carne son fatti, fecero un po' di conti e pensarono che l'accordo potesse anche essere vantaggioso, finché non videro le due figlie di Lot.

(Le figlie di Lot: se erano ancora vergini non era solo colpa dei Sodomiti)

E nonostante una folla inferocita normalmente non sia molto schizzinosa in fatto di violenza e abusi su persone, cose o animali, tutti ritennero fosse meglio vedere cosa aveva da offrire la busta numero due e così, come al solito, (ri)presero a sassate Lot.
Gli angeli, che non ne potevano più di tutta questa storia e volevano solo continuare per la loro strada, uscirono di casa. Stavano riuscendo ad andarsene via alla chetichella quando il centerbe di zia Petunia raggiunse i loro beati stomaci abituati a nettare e ambrosia.
Il pantagruelico rutto che seguì rese cieche e sorde tutte le persone nell'arco di un chilometro e fece suonare gli allarmi antifurto degli asini per un mese.
In quel momento, gli abitanti di Sodoma, persone tranquille, contribuenti onesti, lavoratori coscienziosi, si trovarono improvvisamente ciechi, sordi e con grosse mazze in mano (ri-ammicco).
Basta immaginare come cercarono di tornare a casa a tastoni per capire com'è che si meritarono questa pessima reputazione.

(Il celebre "Cercare la strada di casa alla maniera di Sodoma")

Detto questo potremmo anche aver finito, ma il Vecchio Testamento non si accontenta e vuole farci sapere che fine hanno fatto Lot e le sue "avvenenti" figlie.
Infatti diversi anni dopo la fuga da Sodoma, la Bibbia ci informa che Lot si era stabilito a Soar, ma da lì si volle spostare perché aveva paura.
In effetti, egli era riuscito subito a farsi amare dicendo di aver provocato prima la cecità e sordità degli abitanti e poi la distruzione di un'intera città con gigantesche palle di fuoco dal cielo (nonostante ci fosse stato un discreto intermezzo "ludico" tra i due eventi). E' il genere di cose grazie al quale non nascono molte amicizie.
Passando dalla lussuosa vita di città alla più spartana esistenza in caverna Lot si era dimenticato delle sue due figlie, le quali tuttavia non si erano dimenticate delle proprie esigenze.

("Un antro oscuro, umido, puzzolente, pieno di cadaveri di animali morti e orrori indicibili" questa la testimonianza dell'unico ragazzo di una delle figlie di Lot in merito al loro unico rapporto sessuale)

Casimira e Bastianlodovica Lot (nomi fittizi per tutelare la loro privacy) non avevano conosciuto un uomo ai tempi di Sodoma e Gomorra, non avevano avuto più fortuna a Soar.
Ritrovatesi da sole su una montagna e non avendo la stessa inventiva dei fratelli di Onan, fecero un ragionamento che fa ogni donna e che ovviamente non può portare ad altro che a male.
Siamo sole, abbiamo passato i sedici anni (all'epoca si moriva sui trentacinque), e nessuno ci prenderà più. Vogliamo comunque avere dei bambini (perché "ovviamente" saremo delle ottime madri), ma della fecondazione assistita o dell'adozione non se ne parlerà che tra tremila anni.
Cosa fare?
La Bibbia pietosamente salta i vari tentativi di accoppiamenti con gli animali del luogo a fini riproduttivi (con qualche ebbrezza il giorno del ritrovamento del pitone albino), e arriva direttamente a quella che sembra la conclusione più ovvia.

Chiaro che con un padre come Lot, le mele non potevano cadere lontano dall'albero.
Le figlie decisero anche loro prendere due piccioni con una fava, e, di comune accordo, fecero ubriacare il padre e lo sedussero nottetempo, per rimanere incinte di lui.
"D'altra parte - si dissero - non possiamo lasciare che la stirpe di nostro padre si esaurisca con noi!"
Brillante intuizione Casimira e Bastianlodovica.
Ed è così che nacquero due stirpi di grandissimi figli di brave donne, che nonostante tutto la Bibbia non guarda male. Il padre in fondo era un sant'uomo.
O no?

La morale, se ve lo state chiedendo, è che se vedete uno come Lot, che si vanta di ospiti illustri, e vuole darvi le sue figlie vergini al posto di due ospiti, dovete cercare delle pietre più grosse.
R-amen.

03 ottobre 2009

Miscredente

Cominciamo col dire che stanotte ho avuto diversi incubi, ma uno in particolare aveva come protagonista Gesù.
Anzi. Cominciamo col dire che se non volete sentirvi offesi vi conviene andarvene.

Dicevo.
Era esattamente come ve lo immaginate (il che vuol dire che qualora sia esistito veramente, non somigliava affatto a come ve lo state pensando ora). Aveva gli occhi azzurri, era sul metro e ottanta capelli castani, barba ordinata. Veste bianca bordata d'oro e le crocs blu coi calzini bianchi.


(Essere il redentore non vuol dire stare scomodi, ma ci si aspetterebbe un po' più di gusto, o no?)

Fin qua, voi direte, che c'è di male (a parte il cattivo gusto delle crocs coi calzini)?
Beh, tanto per cominciare, mi pensavo "Questo somiglia a Gesù come lo immaginiamo noi, non come era un tempo. Era sempre un "palestinese" di 2000 anni fa. Avrà avuto la pelle olivastra, sarà stato sul metro e cinquanta e non aveva di sicuro gli occhi azzurri. Le crocs, può pure averle prese prima di venire nel duomo a parlare, ma comunque non mi torna."

La faccenda che mi dava più fastidio però, era che mi trovavo in chiesa con lui, circondato da persone adoranti.
Tutti a pendere dalle sue labbra e a fare quello che dice lui.
E io che cercavo di dire "Ma anche fosse proprio Lui, non DOBBIAMO fare quello che dice, solo perché lo dice. Questa non sarebbe fede. Questo sarebbe solo ubbidire. Abbiamo il libero arbitrio. Non dobbiamo fare del bene solo perché siamo obbligati a farlo. E non dobbiamo avere fede solo perché c'è un fricchettone nel duomo che somiglia alle immaginette pacchiane che spacciano i cinesi. RAGIONATE!"

(Attacco solare... aaaazioneeeeee!!!)

Gesù sullo sfondo con la solita faccia dispiaciuta, per un attimo sembrava anche darmi ragione, ma la folla si stava inferocendo e io per fortuna alla fine mi sono svegliato.

Sono rimasto abbastanza soddisfatto, dall'essere riuscito a portare una discreta argomentazione anche in sogno, ma come al solito sono stato deluso dall'incapacità di affrontare qualunque tipo di dialogo.
Se c'è qualche credente che è rimasto fin qui senza indignarsi, mi può spiegare se per voi fede e dialogo sono tanto incompatibili?
Se non è possibile o se è sbagliato per voi porvi domande?
Com'è che Agostino e Tommaso, interrogandosi su Dio e la fede sono diventati santi allora?

E' così che ho deciso di parlarvene, magari continuando con l'interpretazione dei brani della bibbia che la Chiesa non vorrebbe che voi leggeste.
Se volete portarvi avanti, date un'occhiata a quello che fece quel sant'uomo di Lot...

06 marzo 2008

I "cibridi" col senno di prima

Vorrei parlarvi dei "cibridi", gli embrioni chimera, se qualcuno ancora se ne ricorda. Ma vorrei prenderla alla larga. Seguitemi se avete pazienza, semplificherò un po' le cose per motivi di spazio.

Molti fra voi probabilmente sanno già che i Testimoni di Geova non possono ricevere le trasfusioni di sangue a causa del loro credo. I termini esatti di questo divieto, le ragioni, spesso non le conoscono neanche loro. Provare per credere.
Io l'ho scoperto una volta che, andando in treno, ho incontrato marito e moglie, entrambi neo-convertiti e molto ferventi, che volevano convertire anche me.
Io sono donatore di sangue. Gliel'ho detto. Loro sono rimasti interdetti, non se l'aspettavano.
Ne ho approfittato per dare il colpo di grazia e ho chiesto se loro sapevano perchè non si poteva no accettare le trasfusioni.
Non lo sapevano.
Se volete fare bella figura leggete questo articolo. E' fatto estremamente bene, molto documentato e ben scritto. Anche se un po' lungo merita.

All'interno di questo articolo ho trovato anche un'altra curiosità.
Tra i Testimoni di Geova è stato vietato per un certo periodo il trapianto di organi e l'uso dei vaccini (quest'ultimo dal 1931 al 1952). Qualcuno ha detto che orrore?
Quanto può essere stupido proibire anche i vaccini? Che senso può avere?
Aspettate.

Per creare un vaccino, almeno una volta, si usava prendere il sangue (o il pus, farà schifo, ma ha salvato molte vite) di mucche (da cui vaccino, appunto) infette dal vaiolo. Questo sangue conteneva il virus però in uno stato inerte, più facile da combattere per l'organismo umano, nel quale veniva iniettato, che così poteva creare degli anticorpi validi anche per la versione più aggressiva del virus.

Cosa hanno detto i Testimoni di Geova?
"Le Scritture [...] proibiscono ogni tentativo vòlto a creare degli ibridi di esseri umani e di altre creature, anche se si dovesse trattare di creature del reame celeste, come nel caso degli angeli che peccarono prima del diluvio, abbandonando la loro posizione e prendendo per se stessi delle mogli fra le figlie del genere umano [...] Nelle vene degli animali non deve scorrere il sangue di nessun essere umano, né deve scorrere il sangue delle bestie nelle vene di quelli che sono stati creati a immagine e somiglianza di Dio.".
Dopo facevano l'esempio di una spedizione che voleva far accoppiare umani con Orang-utan e cita la Bibbia: "non devi dare la tua emissione ad alcuna bestia per divenirne impuro, e una donna non dovrebbe stare davanti ad una bestia per avere rapporti sessuali con essa. È una violazione di ciò che è naturale'. - Lev. 18:23"
Ecco.
Il vaccino è la stessa cosa che far accoppiare uomini con animali. E questo è vietato.
Nessuno ha pensato che qualche millennio fa, in una regione poverissima, quasi completamente analfabetizzata, dedita alla pastorizia, queste potessero essere anche regole sanitarie/comportamentali. Ci mancherebbe. Chiaramente Geova pensava ai vaccini tremila e passa anni fa.

Poi però aggiustano il tiro. Una ventina d'anni dopo, ma l'hanno fatto.
E dicono che il vaccino ha a che fare più col divieto di mangiare sangue (sempre nel Levitico, ed è il divieto che tutt'ora impedisce la trasfusione), ma che comunque un vaccino non è come mangiare del sangue animale, per cui se ne ammette l'uso.

Quindi ricostruendo.
Non si ammette l'uso dei vaccini perchè questi uniscono sangue umano e animale.
Successivamente se ne riconosce l'utilità e il divieto viene rimosso. Unire animale e uomo non è più peccato.

Torniamo a noi.
Alla fine del 2007 in Inghilterra forse si è trovato un metodo per facilitare la ricerca sulle cellule staminali giovani. Il grosso problema per creare embrioni per la ricerca da cui trarre staminali giovani è che gli ovociti umani sono limitati numericamente e di difficile accesso, senza contare i limiti già presenti sullo studio su embrioni umani. La soluzione è svuotare del materiale genetico un ovocita di coniglio o mucca e inserire dna umano. Da qui iniziare la ricerca sulle staminali giovani.

La peculiarità e il vantaggio di una staminale giovane è quello di essere "indifferenziata", ed essere quindi in grado di specializzarsi a seconda del gruppo di cellule a cui viene accostato. Semplificando molto, se metti una staminale nel cervello quella diventa cellula celebrale e può aiutare a curare l'alzheimer. Immaginate voi il resto.
Una cellula staminale anziana, invece può riprodursi in cellule dello stesso genere (un muscolo non può diventare stomaco). Sono presenti anche negli uomini adulti, ma sono difficili da ottenere, sono in numero inferiore e non hanno la stessa duttilità.

Ora, grazie ai cibridi si potrebbe avere accesso a moltissime cellule staminali giovani. Utili per la ricerca e le eventuali cure.
Ma ovviamente è molto più semplice per la Chiesa Cattolica® opporsi a queste cose, con il solito atteggiamento ottuso, tanto assurdo da ricordare quello ostracista dei Testimoni di Geova contro i vaccini e le trasfusioni.

Per chiudere.
Cosa volevo dire?
E' importante fare attenzione a come ci vengono proposte le notizie. Anche io quando ho sentito parlare di embrioni chimera sono rimasto un po' sconvolto. Ma rileggendo la vicenda dei Testimoni di Geova, per un caso che ora ci sembra eclatante, mi chiedo se non facciamo dei grossi errori a fermare la ricerca sempre e comunque, e a gridare allo scandalo e all'offesa alla vita, quando adesso potremmo avere già sconfitto molte terribili malattie.
Cerchiamo di avere un po' di senno di PRIMA una volta tanto.

27 gennaio 2008

Venti su Adamo

Adoro Pisa, perché dato un arco di tempo abbastanza lungo, si finisce per parlare un po' di tutto.

L'altra sera, ad esempio, ci chiedevamo con i miei amici: ma che senso ha Dio se (così come teorizzato da Stephen Hawking) non ha nulla a che fare nemmeno con la Creazione dell'Universo, il quale sarebbe ben capace di esistere senza il suo intervento?
Cioè, che cosa fa un Dio onnipotente, onnipresente e onniscente che però non ha creato l'universo, non si può vedere, toccare, sentire e non interviene nelle vicende umane?

Magari ci guarda in tv.

(cliccare sull'immagine per ingrandire)


Anche se con un po' di ritardo, ringrazio Desaparecida per avermi nominato per il premio D eci e lode (ideato da D). Avendo fatto da poco il thinking blogger award, mi riservo di fare le nomine per il D eci e lode in un secondo momento, così da non fare ripetizioni.

P.s.: Sì, anche se non fa nulla per tutto il tempo, Dio è stato pure a Pisa e si è fatto fotografare accanto alla Torre pendente.
Se vi state chiedendo se Dio crede agli alieni a causa del poster appeso in soggiorno, la risposta è no. E' Gesù che ci crede.

P.s.2: Se vi sembra semplice fare una vignetta come quella senza scanner, senza tavoletta elettronica da disegno e senza mouse, vi sbagliate.

18 gennaio 2008

La religione del porcospino

In tutta questa storia di Jo16 che non è andato alla Sapienza c'è qualcosa che m'è rimasto di traverso, ma non so esattamente cosa.

Un po' è quello che ha detto il puntogì nel suo blog, che mostra che il papa che vuole insegnarci come istruire e imparare, non è capace neanche di seguire gli insegnamenti della sua religione (e io vi mando come pecore in mezzo ai lupi, ma se i lupi abbaiano voi tornate all'ovile). Un po' c'entra anche il commento di diversamentequilibrata al discorso che avrebbe dovuto pronunciare il papa (non che nessuno s'aspettasse qualcosa di diverso da lui... ovviamente, ma come volevasi dimostrare, rimarca il primato della fede sulla scienza). C'entra anche quello che hanno detto Caluri e Pagani del Vernacoliere sul blog di Don Zauker.

Ma c'è ancora qualcos'altro.

E' che in questo sistema in cui ci stanno lentamente abituando al guinzaglio qualcuno che si lamenta fa sempre piacere. Ma quando vedi che lo fa in maniera sbagliata e che anzi dà più corda a loro per impiccarci, ti incazzi.

Ma non solo. Ti incazzi perché o sei con loro o sei contro di loro.
Non puoi rispettare i valori cattolici in generale e non concordare sui particolari, o essere semplicemente indifferente, vivendo la tua tranquilla vita da ateo (-agnostico, -razionalista, -scintoista, -scientista, -altra religione che prevede l'adorazione dei porcospini). Se non sei d'accordo sei proprio contro, tipo integralista islamico, paranoico e schizofrenico. Mi ricorda un film dove si diceva: "Ci sono due modi per fare questa cosa: il mio o quello sbagliato".

Per cui finisce che ti conviene stare in silenzio per non essere aggredito e definito anticlericale (se non peggio).

Ma non si può stare neanche in silenzio, che sennò dai ragione a loro. Nell'epoca dell'informazione il silenzio è assenso, e se non protesti li autorizzi a continuare sulla loro linea.

E poi mi sono ricordato anche di un libro di Stephen Hawking che avevo letto. Si chiama dal Dal Big Bang ai buchi neri.

Chi deve andare in bagno può farlo ora...

Se avete un po' di pazienza ve ne riporto un paio di pezzi, significativi del perché la religione è meglio se si tiene lontana dalla scienza.

Primo (da una piccola biografia di Galileo):
"Galileo [...] sostenne che le Sacre Scritture non intendevano insegnarci nulla su teorie scientifiche e che, quando la lettera della Bibbia era in conflitto col senso comune, si doveva supporre che essa si esprimesse in senso allegorico. Ma la Chiesa [...] adottò misure repressive."

Galileo, che come sanno tutti, teneva alla vita quanto alla religione, abiurò (due volte) e fu condannato (infine) pure agli arresti domiciliari. La parte interessante è che ora la Chiesa si difende dalle obiezioni scientifiche più difficili da confutare con le stesse parole che una volta usò Galileo.

Ma passiamo all'altro pezzo:
"[...] il mio interesse per gli interrogativi sull'origine e il destino dell'universo furono richiamati in vita mentre partecipavo ad un convegno sulla cosmologia organizzato dai gesuiti in Vaticano. La Chiesa cattolica aveva compiuto un grave errore nella vicenda di Galileo quando aveva tentato di dettar legge su una questione scientifica [...]. Ora, a qualche secolo di distanza, aveva deciso di invitare un certo numero di esperti per farsi dare consigli sulla cosmologia. Al termine del convegno i partecipanti furono ammessi alla presenza del Santo Padre (a quel tempo era Wojtyla). Il papa ci disse che era giustissimo studiare l'evoluzione dell'universo dopo il big bang, ma che non dovevamo cercare di penetrare i segreti del big bang stesso perché quello era il momento della Creazione e quindi l'opera stessa di Dio. Fui lieto che il papa non sapesse quale argomento avessi trattato poco prima nella mia conferenza al convegno: la possibilità [...] che non ci fosse alcun momento della Creazione."
Quindi, tre secoli dopo la morte di Galileo, quando la Chiesa al grande pubblico si mostra umile e chiede scusa per il suo comportamento dall'altra "minaccia" gli scienziati, ponendo nuovi paletti.

Per concludere.
Non sono d'accordo col papa, perché:
1) Non dovrebbe occuparsi di politica, di diritto, di filosofia o di scienza, né dovrebbe in alcun modo permettersi di limitarle, potrebbe (inserendosi in un più ampio dibattito) al limite suggerire delle linee guida che il singolo individuo potrebbe scegliere se seguire o meno.
La scientia (intesa in senso latino di sapere) rifiuta il concetto di Verità (assoluta ed immutabile), ed è per questo incompatibile con la fede.
2) Non dovrebbe porre nessuno di fronte alla scelta o con me o contro di me. Io posso essere d'accordo sui valori che sono presenti del Vangelo, ma non essere d'accordo con te. E allora?
Non sono neanche d'accordo, d'altro canto, col tipo di protesta che hanno fatto alla Sapienza, ma sono d'accordo sul fatto che bisogna protestare. Bisogna farsi sentire, mostrare il proprio dissenso, prima che il gunizaglio ce lo impedisca del tutto, ma senza passare dalla parte del torto.
E comunque io ora ho adottato nel mio piccolo la campagna un moccolo per la vita. Per cui al primo programma che si mette a parlare di religione, io, per par condicio, faccio un bel moccolo. E mi sento pure meglio.
Vabbè ora potete andare.
La messa è finita.

30 ottobre 2007

Onanismo

Sui motivi che spingono la Chiesa a vietare la contraccezione e l'autoerotismo molto s'è detto e molto si è scritto.

Ci sono scelte morali o politiche che a volte portano anche ad alcune aberrazioni come l'affermazione che: « La Santa Sede non appoggia in alcun modo la contraccezione o l'uso dei profilattici, sia come sistema di pianificazione familiare sia nei programmi per la prevenzione dell'HIV/AIDS. » (Mary Ann Glendon, capo della delegazione vaticana alla Fourth World Conference on Women [1])

Frase che, se pensata in relazione ai problemi che ci sono nei paesi in via di sviluppo, fa cadere le braccia, ma che vuoi, per salvare la vita, questo e altro...

Il problema, però, dietro all'assoluto divieto di masturbazione sta in quello che una volta aveva detto un comico: "Gli uomini si dividono in due categorie: quelli che si masturbano e quelli che non lo dicono."
Riconosciuto questo, per capire i motivi di questa ferrea proibizione bisogna andare indietro. Tornare dove questo ha avuto inizio.
Tutto ha a che fare con Onan.
Vecchio testamento, Pentateuco, Genesi.

Secondo la Bibbia, c'erano tre fratelli. Er, Onan e Sela.
Di Sela, vi dico già che non ce ne frega niente.

Il papà di questi tre pargoli, che si chiamava Giuda (come la metà della popolazione ebraica a quel tempo) "prese" una moglie di nome Tamar per suo figlio Er.
A quel tempo, c'erano svendite: capre col 3 per 2, lana col 10% alla cassa, e mogli fai da te.
La ragazza arrivò in scatola da montare, in pieno stile Ikea (che in antico aramaico vuol dire "Jahvè ti vuole mettere alla prova").

Er con pazienza inaudita cominciò a incastrare ginocchio con stinco, rotula con avambraccio, collo con piede.

Jahvè, volendo mettere alla prova Er non aveva fornito il manuale di istruzioni e nella scatola aveva fatto in modo che mancassero delle viti. Mancano sempre, d'altra parte.
Er, stanco di soddisfare le necessità di una mugghiante adolescenza con le pecore del suo gregge, ormai aveva perso il lume della ragione cercando di assemblare Tamar, e imprecava compulsivamente.

Dio:
"Allora, che te ne pare della nuova moglie che t'ho dato?"
Er: "Veramente me l'ha data mio padre."
Dio: "Io ho messo i saldi."
Er: "E visto che c'eri non potevi farla già montata? "
Dio: "Era per metterti alla prova!"
Er: "Per vedere che ne capisce di biologia un pastore? Ma non mi potevi lasciare alle mie capre?"
Dio: "Copulare con le capre è contro natura!"
Er: "E dove starebbe scritto?"
Dio: farfugliando qualcosa "beh... a pagina... nella mia edizione... cioè... se leggi bene... Bisogna interpretare il verbo..."
Er: "Io torno dalle capre."
Dio: "Brutto perverso! Se Dio mette i saldi sulle donne, tu allora non puoi toccare le capre, questo è il mio verbo! E ora va e costruisci tua moglie!"

Col suo comportamento e le sue continue osservazioni su cosa mancava nella Bibbia, Er si rese odioso al Signore, il quale pose fine alle sue soffrenze arrostendolo come un abbacchio il giorno di festa. Giusto quando aveva finito di montarla.

Papà Giuda, non volendo che una moglie appena costruita si buttasse via come vedova, la diede in sposa ad Onan, come era costume a quel tempo.

Dovette blandirlo un po', dicendo le frasi che tutti abbiamo sentito in queste occasioni, tipo: "Prendila che sennò si butta", "Pensa a tutti quegli uomini che muoiono di fame", "E' ancora buona, basta che togli la bruciatura esterna."

Alla fine Onan si convinse.

Giuda esultò, Tamar incrociò le dita e Dio si fregò le mani.
Onan rimase fregato.
Infatti c'era il trucco.
Il costume dell'epoca non era solo che il cognato si sposasse la moglie del fratello, ma, cosa più importante, i figli nati da questa unione sarebbero stati considerati come figli del morto.

In pratica i figli di Onan, sarebbero stati i figli di Er (tristemente noto al villaggio come incula-capre).

Colto da questo dilemma, Onan rimase numerosi notti sveglio.
Guardava Tamar, la quale lo provocava indossando ampie sottane di lana, e si rigirava tra le coperte.
Come fare?
E poi il colpo di genio.

In men che non si dica, Onan si spogliò, saltò addosso a Tamar e incominciò a copulare.
Fuori della tenda Giuda faceva il ballo della gallina per la felicità, Dio ormai si stava voltando dall'altra parte soddisfatto del lavoro, e Tamar stava finalmente raggiungendo lo scopo per cui era stata comprata, quando ad un certo punto Onan si fermò.

Onan: "Nonononononono.....aspè aspè...."
Tamar: "Che c'è? Perchè ti sei fermato?"
Onan: "Sai... E' che non voglio che i nostri figli vengano chiamati Incula-capre."
Tamar: "Beh... neanche io, ma che vuoi fare?"
Onan: "Semplice. Esco prima di venire."
Tamar: "Ma sei sicuro che non s'offende nessuno?"
Onan: "Sicurissimo."
Tamar: "E Dio?"

Il sorridente Onan (detto anche il fratello dell'incula-capre) fu trasformato in una nuvoletta di fumo nell'atto di versare il suo seme per terra. Tamar fu seppellita nel deserto in una notte di luna nuova, in quanto si dice che portasse sfiga.
Giuda puntò tutto su Sela.
Che si scoprì gay all'età di diciassette anni e cambio nome in Giuditta.

Da allora l'onanismo, per qualche oscuro motivo sinonimo di masturbazione, è diventato peccato, così come è diventato peccato ogni tipo di rapporto sessuale che non porti alla concezione di un figlio.
Anche se fai sesso con tua cognata.
E non sono visti di buon occhio neanche gli omosessuali.
Ma questo è un altro discorso.
Bizzarro.

Intanto un consiglio da Kris Wilson.