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13 luglio 2011

Mascotte

Come io vivo in un freddo e umido sotterraneo, così l'amico con cui studio per il concorso vive al quinto piano di un palazzo, e quando vado a studiare da lui stiamo in una veranda.
Mentre i miei problemi possono venire da terra, sotto forma di cose che strisciano, zampettano e in genere gironzolano, il mio amico ha un altro problema.

(lo sguardo cattivo è solo l'inizio)
Già dal primo giorno che ci siamo messi in quella veranda coperta, dalle pareti sottili, ho sentito qualcosa muoversi.
Molto distintamente.
Normalmente non mi sarei preoccupato troppo. Avevo visto altri uccelli atterrare sulla sua terrazza, ma questo zampettava in maniera strana.
Tipo ticchettava.
Non so... faceva:
ticheticheticheticheTICHETICHETACHETACHETACHETACHETichetiche avanti e indietro per il tetto.
Quelle non erano zampe normali d'uccello.
Ve lo posso assicurare.

Studiare per il concorso notarile, d'estate poi, di sicuro non fa bene.
Ma vi posso assicurare che dopo qualche ora l'idea che mi sono fatto della bestia che camminava sul soffitto è questa:

(Se avete il coraggio cliccate sull'immagine per ingrandire il PICCIORAGNO!)
Esattamente.
Un ragno piccione.
Amichevolmente ribattezzato piccioragno, ora è la nostra mascotte.
E vorrei che non stesse appeso alla sua tela a guardarci dalla finestra mentre studiamo.
Sul serio... dondola anche col vento.

04 luglio 2011

A pedi i piru

(Temete lo sguardo giudicante della Pera Iraconda)

"Stari a pedi i piru" - Stare ai piedi del pero - (Angl.= To be at the pear's feet)

Con questa interessante frase in calabrese s'intende l'essere ben lontani dal completamento di un'opera, dover ancora cominciare la stessa, avere moltissimo lavoro da fare e non avere ancora iniziato.
Da non confondere con "I pedi i pira" che in calabrese non ha un significato particolare.
Comunque è molto più facile disegnare una pera, che un pero.

Inoltre questa non è una pera qualsiasi!
Questa è l'iraconda Pera "se-mi-stai-guardando-vuol-dire-che-non-stai-lavorando", disegnata in un momento di pausa tra un'esercitazione e l'altra per illustrare i progressi relativamente al compito pomeridiano e risistemata successivamente al computer solo per te, internet.
La Pera Iraconda, nata da un albero di Pero Sapiente, capisce quando tu non stai lavorando e continua a guardarti male finché non porti a termine il compito iniziato.
Averla a portata di mano già in questo momento vi ricorderà di non stare al computer a girare sui blog e di tornare al lavoro.
Come dovreste fare.
...
Ora.
...
(e come dovrei fare pure io... non mi guardare male Pera...)

30 gennaio 2011

StranaMovie - Come diventare notaio

Ed eccoci finalmente arrivati alla prima nazionale!
L'incontro del video con le masse, neanche uno screening, un'analisi comparativa con campioni di utenti, una pausa caffè.
Niente.

I lettori più assidui riconosceranno alcune cose già dette in altri post, ma la nuova veste grafica, ne converrete, è impagabile. E la mia voce nasale? La mia inflessione calabrese? Le mie tiepide battute?
C'è tutto per fortuna.

Mi aspetto qualche commento pieno di ardente sdegno, o almeno una lettera minatoria per questo. Potrei rimanerne deluso, se non succedesse.


Io ve lo allego qui nel post, ma questo non toglie che voi possiate andare sulla sua pagina su youtube e apprezzare questo video in tutta la sua bellezza (persino in hd per chi avesse banda da sprecare) e votarmi e commentarmi pure là.

29 ottobre 2010

Vive la revolution

Lo so che tutti voi vi state chiedendo che fine abbia fatto o che ne sia stato del concorso notarile che dovevo affrontare.
Questo sarà un post fiume, perché voglio scrivere tutto, finché è ancora chiaro e fresco nella mia testa.

La notizia è ancora freschissima. Il concorso notarile è stato sospeso e molto probabilmente verrà annullato, perché la commissione ha dettato una traccia che era stata già usata da una scuola notarile solo tre settimane prima.
Questo è quello che accaduto, raccontato da uno che era là.

Innanzitutto i numeri.
Le notizie parlano di più di 3000. La cifra più giusta è sui 6000 candidati presenti al concorso, divisi in due padiglioni alle fiere di Roma. Io ero nel padiglione 7, candidati da L a Z.
Si dice ci fosse il figlio di La Russa, ma non ho visto il suo nome tra i banchi.
Per chi non lo sapesse, il concorso notarile si divide in tre prove: atto di civile, commerciale e successioni. Ogni giorno una diversa, sorteggiata a caso il primo giorno.
Gli esami si svolgono solo a Roma e durano tre giorni. Ogni giorno per la prova danno otto ore dalla dettatura. La dettatura non può finire dopo le quattro del pomeriggio in quanto, considerando le otto ore concesse, il compito sforerebbe nel giorno successivo.
Ogni giorno viene sorteggiata la traccia, tra altre tre chiuse in busta, alla presenza di tre candidati.
Bisogna essere presenti dalle otto del mattino, ma la traccia viene dettata normalmente verso mezzogiorno.
Si finisce alle otto di sera.

Primo giorno, Civile.
Le prime cose strane: A qualche ora dall'inizio, annunciano i commissari che qualcuno è riuscito a passare con un codice commentato con la giurisprudenza (vietato al concorso) nonostante i controlli effettuati libro per libro. Si chiede ai candidati di presentarsi spontaneamente a consegnare il codice, pena l'espulsione. Non riesco a vedere se qualcuno adempie. La polizia di sorveglianza non può farlo e i commissari dovrebbero passare tra i banchi ad esaminare.
Qualche tempo dopo annuncia la commissione, sempre al microfono, che la polizia sta rilevando l'uso di cellulari. Si prega di spegnerli, pena l'espulsione.

Secondo giorno, Successioni.
Viene dettata una traccia che, scoprirò solo più tardi, era praticamente identica (e intendo con differenze così sottili da non essere praticamente influenti sulla trattazione) ad una che era stata usata in un corso tenuto da una scuola notarile di Roma, giusto questo ottobre, non più di tre settimane fa.
Non hanno cambiato i nomi, non hanno cambiato l'ordine delle cose da fare. Era praticamente la stessa.
Il compito si svolge in maniera relativamente serena.
La sera, sul forum più frequentato dagli aspiranti notai la notizia si sparge immediatamente.

Terzo giorno, oggi.
La maggior parte della protesta si è svolta nel padiglione 8, dove era la commissione.
I cancelli sono stati aperti alle otto e mezza, ma non si è avuta notizia della commissione fino a l'una.
Già al loro arrivo sono stati accolti da molti fischi.
Molte persone si sono avvicinate al banco della commissione e si sono lamentate.
Ogni volta che un commissario provava a leggere la nuova traccia era costretto ad interrompersi a causa dei fischi e delle lamentele.
Una commissaria ha a più riprese minacciato i candidati di espulsione, dicendo che chi fosse stato trovato in piedi sarebbe stato mandato fuori, invitando le forze dell'ordine presenti a prendere le generalità.
Col passare del tempo la situazione è andata degenerando.
La dettatura non era più possibile e attraverso il microfono continuavano ad arrivare le minacce della commissaria.
Ha accusato i protestanti di interruzione di pubblico servizio, di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, di essere incivili, di "Non fare onore alla classe cui vorrebbero appartenere." NOI.
Boati di urla si sono sollevati in entrambi i padiglioni.

Hanno detto di aver messo a verbale che alcuni candidati "impedivano la dettatura rivolgendo alla commissione insulti generici", anche se devo dire che gli insulti che ho sentito non lo erano tanto e quello più gettonato era "buffoni" (siam sempre persone a modo, noi...)
Hanno detto di aver messo a verbale le lamentele rivolte secondo cui "sussisteva una certa somiglianza tra la traccia presentata il giorno prima ed una certa traccia redatta da una scuola".
Hanno detto, solo verso la fine, di aver messo a verbale che la traccia dettata il giorno prima e quella della scuola erano quasi identiche, ma hanno sostenuto di aver redatto la traccia "ex novo" la mattina, e che la somiglianza era casuale (enormi boati di urla, fischi e insulti non generici) e che era stata sorteggiata dai candidati, e che si sarebbero riservati la possibilità di annullare la prova.

Hanno persino provato a ingannare le persone del padiglione otto, sostenendo in due occasioni, che la traccia nel nostro padiglione era stata già dettata e che noi stavamo già scrivendo il compito.
Per far sentire la nostra solidarietà e il fatto che anche noi non stavamo affatto lavorando all'altro padiglione che protestava abbiamo incominciato a battere le mani sui tavoli, fischiare e urlare.

Hanno minacciato di nuovo di espellere chi si fosse trovato in piedi e mi ha detto un poliziotto che a quel punto i candidati del padiglione 7 si sono seduti e si sono messi a sventolare i fogli e a fischiare.

Sempre la stessa commissaria ha detto che avrebbe preparato delle fotocopie da farci avere della traccia per potere comunque procedere col concorso.

Nel nostro padiglione, c'era chi si lamentava, chi era sperduto, chi aveva già fatto la traccia della scuola e voleva continuare e chi voleva continuare anche senza aver fatto la traccia con quella scuola.
Chi aveva sentito e compreso qualche brandello della traccia cercava di avvantaggiarsi scrivendo qualcosa, gli altri protestavano fra di loro o con i poliziotti, non essendo presente in aula neanche un membro della commissione.
Quando si è sollevata la voce che qualcuno era in possesso della fotocopia della traccia, le persone si sono buttate come avvoltoi.
La situazione di stallo stava continuando da ore, ma si stavano avvicinando le tre e mezza. La dettatura di una traccia può prendere molto tempo, e non potevano superare il limite delle 4 del pomeriggio, per cui alle quattro meno venti un commissario ha cominciato a leggere la traccia (leggere, non dettare), e non si è fermato neanche di fronte alle proteste di leggere più piano, di fronte ai fischi e alle urla che coprivano la voce o al fatto che la voce non arrivasse bene da noi.
Sapevo dove voleva arrivare.
La sua voce si è fatta improvvisamente più chiara verso la fine, dove in un momento di silenzio ha detto: "La dettatura della traccia è stata completata alle ora 15 e 59. I candidati hanno tempo fino alle 23 e 59 per redigere l'atto."
Boato di urla, fischi, incazzature, delusioni e frustrazioni.
Ci siamo accalcati verso le uscite per cercare di capire cosa succedeva.
Dopo dieci minuti di confusione pura, un commissario riprende la parola e dice: "Il concorso viene sospeso. Mancano le condizioni per proseguire."
Dopo altri cinque minuti si è presentata nel nostro padiglione la commissaria di sopra, dicendo di aver portato le fotocopie della traccia da svolgere. Evidentemente impegnata a farle, si era persa gli ultimi sviluppi.
Non capiva perché ce ne stavamo andando.
Quando ha comunicato con gli altri membri della commissione ha detto soltanto che non sapeva neanche se il concorso era sospeso o del tutto annullato.

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Ora, prima di chiudere voglio dire giusto una cosa. Se avessero voluto aiutare Qualcuno, con una traccia, non avrebbero certo scelto una traccia tanto famosa. Dietro questo io vedo la sciatteria e anche della malafede, ma non il desiderio di favorire qualcuno in particolare.
La situazione, per me per certi versi rincuorante, ha del tragico.
Mi rincuora vedere qualcuno che, di fronte a delle ingiustizie e delle disparità, abbia ancora la forza di alzare la testa e protestare, e farlo tanto da vincere, anche se solo per questa volta.
Mi rattrista vedere la meschinità di molte persone, come alcune che ho visto, che hanno detto "la traccia era su internet, se non l'hai vista, sono cazzi tuoi.", o quella di altre persone che preferiscono tenere la testa bassa e sopportare comunque tutto questo, con la speranza di essere premiati prima o poi, come cani maltrattati dai padroni.
Mi dispiace in genere per tutte le persone che spendono anni della loro vita in questa impresa e mettono tutto il loro impegno, anche trascurando la propria vita e i propri affetti, e che poi si vedono ripagati in questa maniera.
Io posso dire di esserne uscito bene, non appartenendo alle persone dell'ultima classe e avvicinandomi molto di più a quelle della prima.

Probabilmente tutto questo porterà ad un cambiamento. In peggio. Le prove diventeranno ancora più difficili e le possibilità di riuscire si assottiglieranno, ma per un giorno abbiamo fatto storia.
Questo è quello che è successo.

12 febbraio 2010

Una breve guida per la sopravvivenza

Una volta che capisci quali sono le caratteristiche tipiche degli aspiranti notai non ti puoi sbagliare. Li riconosci a distanza. C'è qualcosa, probabilmente un istinto primordiale di conservazione, quel brivido dietro il collo, le loro grosse ali coperte di squame che sbattono nelle tenebre, qualcosa dicevo, che nonostante le sottili differenze individuali, li riassume come gruppo e fa tremare chiunque si avvicini.
Cominciamo, dunque, ad esaminare le loro caratteristiche e vediamo se riusciamo a identificare il minimo comun denominatore di questi ragazzacci.

(Sono iene, ma solo nel senso che mangiano carogne)

Il capello.
Tra gli aspiranti notai di sesso maschile ci sono due mode principali in voga: la prima è capello cortissimo, forte stempiatura, forte calvizia dietro la testa. Chiaramente il testosterone, responsabile dell'aggressività e della competitività (ma anche della calvizie tra gli uomini) ha chiesto il proprio pedaggio. E allora questi tipi allampanati ciondolano con gran parte della loro testa sotto la luce del sole, risparmiandoci almeno dalla vista di qualche orrendo riporto.
La seconda tendenza molto più bieca è il capello ondulato lungo, sempre maschile. E' un'orribile via di mezzo tra lo schnauzer nano che ha in testa Emanuele Filiberto e scempio coifferistico che ostenta Lapo Elkann. Sembrano delle parrucche, dei tagli da vecchio su un corpo giovane. L'arrivo degli ultracorpi.

(Non pensateci troppo o la vostra testa potrebbe esplodere)

Dal lato femminile, ci si accorge di meno di questa tendenza alla parrucca (sarà perché le donne hanno il buon senso di non farsi il taglio cotonato delle loro madri). Domina più che altro il taglio incredibilmente-liscio, biondo tinto: evidentemente, è socialmente riprovevole portare i capelli più scuri del giallo cadmio, motivo per cui le poche ragazze coi capelli ricci sono costrette normalmente a farsi i capelli ancora più gialli.

(...ed è questo uno dei motivi per cui i loro parrucchieri usano maschere da saldatore)

La barba.
(Tanto dal lato maschile, che da quello femminile varranno le seguenti considerazioni)
La barba sembra non attecchire sui volti degli aspiranti notai, i quali anche a trent'anni sembrano dei preadolescenti che cercano di imitare il padre. Almeno hanno la decenza di tenere radi quegli stupidi baffetti di peluria che li renderebbero ridicoli. Quasi sempre, intendo.

(Sì, sto pensando a te e alla tua "barba", Leonardo.)

Alcune volte, però, la barba cresce incolta sui visi pallidi ed emaciati e non è un sintomo del raggiungimento della virilità (o di uso di steroidi per le donne): è solo la testimonianza di un eremitaggio portato all'estremo. "Per uscire dal bozzolo un giorno alla settimana - sembra dire quella barba - non ci sarà mica bisogno di darsi una sistemata!"

Gli occhiali.
Studiare fa diventare ciechi. Dovevano dire questo in chiesa e tutti ci avrebbero creduto. Basta vedere un gruppo medio di aspiranti notai: tutti con spesse lenti e occhi strizzati di fronte alla luce del sole. Ma il cattivo gusto per gli occhiali è veramente spettacolare, per fortuna ho dei pratici esempi a portata di mano. Pensate per le donne a Sara Palin e per gli uomini alla Gelmini e vi sarete fatti un'idea.

(Se state vedendo questa immagine, è già troppo tardi)

Vestiario.
Studiare, seguire le lezioni e frequentare uno studio non lasciano molto tempo per fare shopping e questo è particolarmente evidente nei miei colleghi. L'idea base è "marca=buono". Espandendo questo concetto ed elevandolo a potenza, si finisce per avere addosso più firme di quella volta che in terza media vi siete rotti il braccio e vi hanno messo il gesso. AJ spunta dai pantaloni, con un YSL che fa da cintura, mentre le bkmbrg sono le scarpe, borsa Altiero-coso-lì, portafogli gucci, maglia versace... Tutto l'insieme sembra un manichino di via Montenapoleone, spogliato e reindossato a caso. Ogni singolo capo basterebbe a ricomprare tutti i vestiti che indosso in una giornata media una o più volte, cosa che mi rende abbastanza contento di non essere loro.

Fisico.
Studiare diritto fa male e, se non fosse bastato tutto il resto, allora la visione dei corpi nascosti sotto quegli abiti farebbe capire molto meglio cosa succede.
L'effetto sulle donne è logorante. Muscoli e forme si limano e si assottigliano. Spuntano ossa e tendini, la pelle si ritira e l'unico colore è quello del trucco. Sensuali come maratonete, le aspiranti notaie fanno pressione coi loro corpi nei punti più reconditi del cervello maschile e spingono gli uomini a correre nel senso opposto per salvarsi la vita.

(Prova a carico A: magro è brutto)

Certo. C'è sempre qualche eccezione, ma generalmente queste donne più formose finiscono per fare come mestiere quello di moglie-di-notaio...
Gli uomini non sono uno spettacolo migliore (e qui lo dico, la faccenda diventa pericolosamente autobiografica). Col fisico da piegatore di fogli di carta, l'aspirante medio non sembra in grado di sopravvivere a due piani di scale. E' coperto da un discreto strato di adipe, a causa del mangiare convulso durante lo studio e della totale assenza di movimento per ore. Le spalle sono di una "sensuale" forma di bottiglia e spesso ha il collo da tacchino ed il culo piatto.
Si penserebbe che entrambi vadano in giro curvi e schivi, e invece (saranno i vestiti da manichino) spingono in fuori il petto e hanno uno sguardo alto e sicuro.

Ma tutto questo non basterebbe ancora a far capire qual è esattamente quel qualcosa che unifica tutte queste persone.
Perché quel qualcosa è una "dote morale".
Qualcosa che non vedevo dai tempi del liceo.
Quando li vedi insieme, sembrano tutti amici, gentili e cordiali.
Ma la verità è che l'amicizia, la gentilezza e la cordialità finiscono esattamente dove comincia un vicolo buio e senza testimoni.
Ed è questo che si avverte quando li si guarda.

Quindi, mi raccomando: state attenti! Adesso avete anche i dati per identificarli e tenerli lontani!
Non avvicinatevi per nessun motivo e, se proprio dovete, non date mai loro le spalle.

27 luglio 2009

Un cervo superfigo

Least I Could Do, di Ryan Sohmer e Lar Desouza.


(Cliccare sull'immagine per ingrandire. Traduzione mia)

Diciamo solo che questa è una delle mie fantasie ricorrenti del mio futuro da notaio.

01 dicembre 2008

Hip-Trust

Visto che a quanto pare nessuno di voi è molto a suo agio col sistema dei commenti e non ha notato i piccoli caratteri con cui mio fratello Al aveva annunciato nel precedente post la notizia, mi vedo costretto a ripeterla ora a grandi caratteri:
IO SONO R...
no... si può fare di meglio...

NON CI CRED...


di più... di più...

---HO PASSATO LE PRESELEZIONI CON 45/45 DOMANDE ESATTE---

Se qualcuno se lo chiede ci riesce solo uno su cinque.
Ora esultate con me con qualche secco movimento di bacino avanti e indietro (definito in inglese hip-trust) se non siete in luoghi troppo affollati.
E ora se qualcuno di voi conosce il mio numero può provare a chiamarmi per congratularsi, e spenderebbe come con una hot-line, visto che al momento mi trovo a Izmir!
Sì, sono in Turchia (lo stavate per dire, lo so, non avete barato guardando su google) con il mio amico Livio (il quale gentilmente mi ospita in cambio di due stecche di sigarette e tre bottiglie di vino del duty free). Ancora non mi ha fatto sapere nulla per quanto riguarda i favori sessuali.
Come vedete esiste internet anche qua (anche se non esiste youtube, youporn e altri servizi essenziali bloccati dal caro governo locale, dio ringrazi la censura che ci evita simili mezzi provocatori, presto disponibile anche in Italia) e non avendo un cazzo da fare se non mangiare kebab e dormire probabilmente mi troverete più spesso qua a recuperare quei 50 post (potrebbero essere anche 2) che non ho fatto per bene in questi mesi.
Lasciate un messaggio, risponderò.

Presto su questo blog: "De Bello Pubico" ovvero La guerra delle chiavi di ricerca!

p.s.: Blog-spot non ha caratteri abbastanza grandi per contenere il mio ego.

23 novembre 2008

Domande per tutti

Tizio figlio di Tizione e Tiziona premorti, è vedovo di Caia (figlia di Caione e Caiona ancora viventi), quand'è che nella sua miserabile vita avrà capito che suo figlio di nome Sergio (mica Tizietto o Caietto, proprio Sergio) è nato da una relazione extra coniugale della moglie con Claudio?

1) Quando Tizione e Tiziona hanno sentito il nome dato al nipote e sono morti di crepacuore.
2) Quando l'impiegato dell'anagrafe s'è messo a ridere dandosi sonore pacche sulle cosce.
3) Quando la moglie è stata trovata morta in un letto di motel dopo una tournè di sesso sadomaso estremo con l'amante Claudio (il quale si era scordato che la parola di sicurezza era "apoplessia").
4) Quando colto da dubbio ha deciso finalmente di fare il test di paternità, ed è morto a sua volta di vergogna senza aver redatto testamento e lasciando di conseguenza tutto il suo patrimonio a Procolo (sì Jane, Procolo), figlio di Sempronione cugino di sua madre (alla faccia tua Sergio).

(Vignetta di Bob-Rz tradotta da me)

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Caio, benestante, e Tizia si promettono vicendevolmente il matrimonio con richiesta delle pubblicazioni all'ufficiale dello stato civile. La sera prima della data fissata per la cerimonia nuziale Tizia e Caio scoprono reciproche e ripetute infedeltà e rifiutano il matrimonio. Due anni dopo Caio chiede a Tizia la restituzione di due fedine donatele e riportanti l'una l'incisione della data in cui si erano conosciuti, e l'altra la data del futuro matrimonio, poi non contratto. Nel caso in esame:

1) Ah! L'amore...
2) Ma che cazzo se ne fa poi che ci sono le date sopra? Sto pezzente...
3) Può riaverle entrambe, ma Tizia è autorizzata a ridargliele sparandole con un fucile a canne mozze.
4) Può riaverle, ma non avrà mai indietro la sua dignità, visto che da allora gli danno tutti del gran cornuto.

(Vignetta di Zach Weiner tradotta da me.)

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Gaio, ricco possidente di anni quaranta, dona alla bella (e dico BELLA) trentanovenne nipote Nella la nuda proprietà (e sottolineo NUDA) di una villa nell'isola di Panarea, ma se ne riserva l'usufrutto vita natural durante. Per favorire Pinuccio, custode della villa, ma già noto e colto professionista ritiratosi sull'isola per fuggire dallo stress della vita moderna (in verità faceva lo scalda-seggiole presso il bar Da Tano 'o fetuso), Gaio concede ipoteca sull'usufrutto della villa così Pinuccio potrà pagare una barca a vela di 30 metri con la quale, essendo un esperto uomo di mare (ha visto per ben cinque volte il video di In the Navy dei Village People), intende convincere la bella Rina a veleggiare con lui (e magari a dargliela anche sulla terra ferma). Prima che sia estinto il debito Gaio rinunzia all'usufrutto e Nella, anch'essa nel frattempo ritiratasi sull'isola, diventa piena proprietaria della villa. In questo caso:

1) Gaio, lo dice il nome, è gaio. E anche se sembra che ci sta a provare con la bella nipote Nella, in verità lui punta Pinuccio. Infatti Pinuccio gli aveva promesso che in barca ci portava a lui e facevano i Villag Pipol insieme. E invece no. Gaio frustrato manda affanculo tutti. C'ha anche ragione.
2) Gaio e Nella hanno preso in giro Pinuccio e ora che lui è in barca solo come un cane, loro due fanno Ri-Ritorno Laguna Blu versione geriatrica a Panarea.
3) Ma farsi i fatti propri no, eh?
4) La banca prenderà la villa, la casa a Cinesello e il box auto, la barca di 30 metri, la nuda proprietà della bella trentanovenne Nella, e anche quella di Pinuccio, la mucca, il violino, la scatola di cachi, la radio transistor, i dischi di Little Tony, un figlio militare e gli ammazzeranno anche il maiale...
Pover purcel, nel senso del maiale.


A bè, sì bè....

22 ottobre 2008

Non-non morto

No.
Non sono morto, né scomparso.
E' che sono nella cacca fino al collo perché manca poco più di un mese alle preselezioni del concorso notarile e io DEVO studiare.
Mi piacerebbe fare qualche post, ma sinceramente non ho tempo, né testa, considerato anche che cominciavo a trovare divertente l'idea di farvi leggere qualche quiz di quelli che sto affrontando (ah, il caro pastore Gavino e l'usufrutto di greggi per abbandonare gli studi di giurisprudenza, Gaio che dona la NUDA proprietà della sua villa alla BELLA nipote trentanovenne NELLA, barche a vela prestate che vanno a fuoco nei porti di Lipari... cosa vi perdete...).
Quindi.
Non vi preoccupate, vi terrò aggiornati sulle mie condizioni e leggerò e commenterò i vostri blog. Ma per un po' non scriverò nulla.
Tenete pazienza e pregate per me, che se non passo ste preselezioni son dolori.
Amen.

18 agosto 2008

Bombe atomiche e napalm

Finita la prima lettura degli ottomilacentonovantotto quiz che dovrò sapere praticamente a memoria entro una data sconosciuta che potrebbe essere da fine ottobre fino a giorno X (che convenzionalmente potremmo chiamare: Mai).


(come si evince dall'immagine della Gazzetta Ufficiale che li conteneva, leggendo l'intero libro dei quiz al contrario è possibile, tra l'altro, evocare Satana e far ballare la macarena al cadavere di Elvis Presley)

E' stato quando ho aumentato la quantità di quiz giornalieri svolti (da 200 a 700), senza prendermi un giorno di vacanza, andando a mare solo tre volte da che è iniziata l'estate, che i miei neuroni hanno gioiosamente cominciato a giocarmi brutti scherzi.
O forse è stato il cibo messicano.
...
No, è stato lo studio.
Il cibo messicano sarà pesante, ma ti fa sentire in pace col mondo. Altrettanto non si può dire dei quiz, tant'è che ho ricominciato ad avere sogni catastrofici.

Col passare degli anni, devo dire, ho collezionato incubi di molti tipi. Abbastanza in alto nella classifica ci sono quelli che non sfigurerebbero tra i blockbuster estivi.

Comunque, a parte le meteore, ho sognato di tutto.
Dall'attacco terroristico, ai terremoti, dalla bomba atomica, agli tsunami; come potete immaginare il ritorno di morti viventi ha un capitolo a sè.

Niente di veramente catastrofico come quando sogno di essere di nuovo al liceo.
Oddio, di recente ho sognato anche quelli ora che ci penso...
Ma almeno mi pareva di ricordare nel sogno di averla finita la scuola da un paio d'anni...

Quello che ancora mi mancava è arrivato in questi giorni.
Strano che non fosse successo prima, più che altro: un'eruzione vulcanica, per uno che si trova di fronte allo Stromboli, non dovrebbe essere così remota come idea, cioè, meno remota di un'esplosione nucleare, per dire....
Ovviamente l'eruzione coi suoi lapilli ha provocato un incendio. E ovviamente s'è messo a piovere fino a creare un'alluvione (senza che le fiamme si spegnessero).
Normale.
Le locuste erano in un sogno a parte insieme alle api assassine.

Come era successo anche per la bomba atomica, sembrava che a tutti quelli che cercavo di avvertire, questo andasse perfettamente bene.
Forse sono io che mi preoccupo troppo se pezzi di lava grandi quanto un pick-up cadono dal cielo e inceneriscono mezza casa, o se un'onda dall'altezza approssimativa di 250 metri spazza via la vita dalle coste. D'altra parte dovrei ricordarmi che ho sempre sostenuto anche io che una buona soluzione per i problemi della mia città sarebbe quella di farci passare sopra degli stormi di B-52 carichi di napalm.

Ma sto divagando.
Il punto è che quando studio troppo, il sogno e la veglia cominciano a confondersi e se l'ultimo pensiero della notte e il primo del giorno sono rivolti ai quiz, niente di buono può succedere nelle ore che separano questi due momenti.

Ed è così che m'è successo questo (cliccare per ingrandire)

E' stato così che ho deciso che era il caso di prendere un po' di sole.
Amen

15 maggio 2008

Pomeriggio tipo

E' stato bandito il concorso notarile (nelle puntate precedenti si era scoperto che volevo fare il notaio), evento più raro delle olimpiadi e persino più difficile da sostenere.
La data dei test preselettivi sarà comunicata a fine settembre, quindi dovrebbero tenersi verso ottobre. 45 domande in 45 minuti. Basta un errore e devo aspettare il prossimo concorso.
Poi ci saranno gli scritti.
L'ultima volta su seimila iscritti sono arrivati agli orali circa 190 persone.
Per questo motivo in questo periodo sto studiando molto di più del solito.
Eccovene la dimostrazione, un mio pomeriggio tipo:(cliccare per ingrandire)

A chi non succede?

06 settembre 2007

1000 kW

L'altro giorno il boss (vedi: Ammiraglia, Capo) e sua madre conversavano sull'aria condizionata.
Dopo un'estate tra le più calde degli ultimi secoli, senza aria condizionata e con una sola settimana di vacanza, con abbondanti relative figuracce con tutti i clienti di passaggio, la Strega ha contattato una ditta per il montaggio dei condizionatori.
Questi sono venuti e dopo un'attenta analisi dei locali (e del portafoglio di Herr General) si sono sbilanciati e hanno fatto un preventivo che hanno poi spedito via mail al Boss.


Boss: "Sai mamma, mi è arrivato il preventivo per i condizionatori."
Mamma: "Ah, sì? E quanto ti hanno chiesto?"
Boss: "Undicimila e cinquecento euro! Sti stronzi!"
Mamma: "Piuttosto teniamo i ventilatori!" [ah... ecco da chi ne prende...]
Boss: "Hanno anche detto che per poterla montare dovremmo pure aumentare la capacità dell'impianto elettrico a mille kilowatt! Stiamo freschi!"
Mario: (timidamente) "Beh... in teoria sarebbe quello l'obiettivo..."

22 agosto 2007

Beata innocenza

Sono tornato al lavoro, caldo soffocante, scirocco etc. etc.
E' da un'ora che fischietto la ninna nanna di Profondo Rosso (tasto destro e salva con nome), il capo mi fa: "Ma sei allegro?"
...
Beata innocenza.

31 luglio 2007

Compagni...

**IN BATTAGLIA!!!**


Questa è l'ultima cattiveria di Kris con tanto di sottotitolo esplicativo tradotto...

Appropriata alle lotte sindacali di piazza che sto conducendo.
Ma, come direbbe Lucarelli, torniamo un attimo indietro.


Venerdì sera stavo andando insieme ad alcuni amici ad un locale di Vibo dove si svolgeva una serata di karaoke (prima che cominciate a scuotere il capo in segno di dissenso vi dico che sono pochi i divertimenti in zona e la compagnia era buona).
Appena entrato nel locale mi accoglie improvviso e inaspettato un applauso da un tavolo.


Il tavolo in questione era occupato da: Notaia (alrimenti detta Capo, o Boss, o Ammiraglio), il marito della suddetta, il fratello della suddetta, l'amico del fratello, la madre della suddetta, e altri zii in ordine sparso non pervenuti.
I colori attraversati dal vostro "caro e amatissimo" sono passati da un tenue bronzo (dovuto all'abbronzatura) al rosso rossetto, porpora cardinalizio, viola tramonto, verde acido, giallo stipsi, attestandosi infine su un nero pece.


Attratta da tali festeggiamenti l'animatrice karaokiana si è avvicinata microfono alla mano a chiedere informazioni e con voce squillante ha attirato l'attenzione degli ultimi due presenti che ancora non avevano notato il fatto (probabilmente perchè in bagno o sotto effetto di stupefacenti).
A peggiorare la mia situazione, c'è da dire, che il pomeriggio in questione io avevo "salato", "fatto forca" (leggi: marinato) lo studio in favore dei lidi locali, datasi assenza condizionatore e temperature da ebollizione.


Il Capo dunque non potevi esimersi dall'urlare all'urbe con leggiadra voce da contralto: "MARIO ORA DEVI CANTARE!!"
Appello subitaneamente colto dalla Karaokiana, ora in possesso di un nome da sputtanare. Tifo da stadio nel sottofondo e ola appena si nominava il mio nome.


Alle mie pallide resistenze, il Capo ribatte: "SE NON CANTI TI LICENZIO!!"
La vendetta su un piatto d'argento.
Mario (con tonante voce da basso): "Prima di licenziarmi dovresti ASSUMERMI!!!"
Applausi a scena aperta, ego che balla la macarena, hi-five virtuale con tutti i presenti (compresa mezza famiglia dell'Ammiraglio), tolta la maglietta sotto la curva sud festante, e ballo della gallina per concludere.
Il risultato è che ho cantato comunque.
Ma...


E torniamo ad oggi *mani giunte ai polpastrelli con fare Lucarellesco* perché Mario parla di lotte sindacali?

Lunedì 30 luglio, studio del Boss.
Ci sono tre buste sul tavolo dei praticanti con i nomi dei suddetti vergati a penna sopra.
Saranno le nuove missioni segrete del nostro piano di distruzione di massa? (la prima regola del progetto Mayhem è mai parlare del progetto Mayhem...)
Mi avvicino alla busta col mio nome sopra, pronto a sacrificarmi con cinture ripiene di liquido di toner in qualche supermercato affollato, e sbircio dentro.
Soldi.
Una banconata da cento.
Guardo meglio.
E' accompagnata da altre due.
Trecento euro.
Quasi, quasi mi commuovo.
Quasi....
E intanto in testa sento: "Compagni dai campi e dalle officine...."

E allora è vero che le lotte sindacali in piazza servono a qualcosa...

20 luglio 2007

Cattive abitudini

Notaia: "Ti stai abituando male! Ogni giorno arrivi sempre più tardi: quattro e mezza, cinque, cinque mezza!"
Mario: "Vabbè, puoi togliermi il ritardo dallo stipendio."
Notaia: "Scherza, scherza..."
Mario: "Dovresti ringraziarmi. Non faccio nulla per meritarmi lo stipendio così tu non ti senti in colpa a non darmelo."
Notaia: "E continui!"

03 luglio 2007

Abito da lavoro

Quando dico che voglio fare il notaio il pensiero di molta gente corre sempre a quello che Platone definisce "il mondo delle idee" e da lì trae "l'idea" del notaio, che quindi viene comparata con me.

E rimangono interdetti.

Perchè il notaio come idea ha un'età compresa tra il secolo e i tremila anni di età (qualcuno dice che i primi notai erano presenti quando furono consegnate le Tavole della Legge, qualcun'altro afferma, addirittura, che il notaio che aiutò a redigere il codice di Hammurabi lavori ancora in provincia di Latina). Il "notaio-idea" ama annaspare tra carte polverose e codici voluminosi, teme la luce del sole e, generalmente, dorme in una bara riempita di terra transilvana e succhia abbondamente "liquidi" alle persone. (v. immagine n. 1)

Sarà questo il motivo per cui io, ragazzo di 25 anni, in buona salute, non corrispondo all'idea di notaio.
Ora, salvo che la trasformazione non avvenga spontaneamente dopo il concorso, ho già progettato il mio "abito da lavoro"

Innanzitutto, andrò in giro solo col buio. Sarò sempre avvolto da un mantello a ruota di velluto nero, indosserò un cappello a cilindro, sempre nero, un monocolo d'argento e una camicia bianca a trinoline (nel migliore stile dei vampiri ottocenteschi di Ann Rice).

Avrò nel panciotto del gilet (rigorosamente nero) un grosso orologio a cipolla che controllerò di tanto in tanto di fronte ai clienti mormorando frasi tipo:
"Eeeh... il tempo che vi è rimasto è POCO...."

oppure:

"Avete già pensato ad un testamento?"

Emettendo poi sibilanti risate malefiche e sogghignando come un gatto del Cheshire.

Userò, finchè non spunterà da sola, una gobba in cartapesta e porterò un bastone il cui pomo sarà ricavato da un teschio umano colato in argento, che avrò cura di prendere personalmente dal più vicino cimitero (o da uno dei clienti).

Lo studio sarà sempre in penombra e ogni tavolo sarà coperto da antichi e ponderosi tomi in pelle umana dai titoli rassicuranti come: il Necronomicon di Abdul Alhazred, i Manoscritti Pnakotici, l'Horrido Delomelanichon, lo stupendo Abitanti del Profondo, e l'immancabile De Vermiis Misteriis (v. immagine n. 2).

Per aggiungere un pizzico di pathos pensavo di prendere un avvoltoio addestrato ad uccidere da portare sulla spalla come animale da compagnia.

Che dite, questo dovrebbe bastare o devo far girare delle voci che mi nutro di sangue umano oltre che di soldi?

28 giugno 2007

Disaffettivo

...
Herr General: "Sei un disaffettivo."
Io: "...?"
H. G.: "Sei uno stronzo e un disaffettivo. Non hai fatto neanche una chiamata."
Io: "Se è per quello, non ho chiamato neanche i miei genitori..."
H. G.: "E' l'unico motivo per cui ti perdono."

Su! Qualcun altro si vuole lamentare perchè per tutto il tempo in cui sono stato a Pisa non ho pensato ad altro che a me, e e non ho visto o sentito nessuno che non abbia chiamato o sia venuto personalmente a bussare alla mia porta?
Fatevi avanti!
Tanto non è colpa mia.
Io sono un disaffettivo.

26 giugno 2007

Avidità e Avarizia


Molto spesso avidità e avarizia vengono confuse. Errore comprensibile perchè spesso questi due difetti vanno a braccetto (vedi immagine allegata).

Chi è avido vuole avere più di quello che ha.
Chi è avaro non vuole dare quello che ha.

La differenza sembra minima e invece c'è un abbisso in mezzo.
Faccio due esempi.

Io voglio fare il notaio perché sono avido. Voglio avere molti soldi per poterli spendere tutti. Quindi sono avido, ma non avaro. Il mio sogno sarebbe quello di guadagnare abbastanza da fare da mecenate. Potere finanziare tutte le attività culturali e artistiche che mi piacciono, così che almeno qualcuno possa campare d'arte. Mi piacerebbe anche aprire una libreria, e, beh, se avanzassero ancora soldi una radio. Anche in perdita, solo per il piacere di farlo. Ok, potrebbero essere spesi meglio, ma comincerei così, poi si vedrà.


La mia Capa, invece è avara. Mortalmente avara. Non dico quel tipo di avaro che non paga i praticanti (nel mondo dei praticanti creerebbe un tremendo stupore il contrario).
E' quel tipo di avaro che fa uno studio nuovo e non ci mette l'aria condizionata perchè costerebbe troppo (oggi il termometro segnava 38 gradi e 90% d'umidità, con vento di scirocco), anche se abbiamo clienti anziani, anche se il negozio di videonoleggio automatico ce l'ha, cazzo pure la fruttivendola ce l'ha...
Quel tipo di avaro che non paga una donna delle pulizie per sistemare lo studio dopo i lavori di ristrutturazione e il trasloco, ma fa pulire alle segretarie.
Quel tipo di avaro che paga la ditta dei trasporti per portare i mobili dentro lo studio, ma che fa sistemare gli scaffali e le scrivanie al proprio fratello e all'altro praticante (e la mia schiena deve ringraziare che ero a Pisa quando c'è stato il trasloco che sennò era la volta buona che me la giocavo e noi praticanti mica siamo assicurati).
Quel tipo di avaro che paga le collaboratrici 400 €, ma vuole i due euro di resto perchè così è sulla busta paga.
Quel tipo di avaro che poi si "scorda" di rimborsare la benzina alla ragazza che si deve fare 10 chilometri al giorno per arrivare al lavoro, anche se glielo aveva garantito.
Quel tipo di avaro che non dà l'assenza per malattia. Quel tipo di avaro che piuttosto dice alle segretarie: "organizzati con le altre ragazze per recuperare le ore più avanti". Dice.
Quel tipo di avaro che anche se avrà speso al massimo tre mesi di stipendio per rifare tutto lo studio ha alzato i prezzi degli atti perchè vuole rifarsi subito di quello che gli hanno tolto, i mariuoli.
Quel tipo di avaro che "mi dispiace farmi pagare da quella vecchina, ma intanto..." e poi fà gli sconti agli amichetti suoi, e vabbè fare gli sconti lo farei pure io, ma evitami l'ipocrisia.

Ma ecco.
L'ammiraglia, in tutto questo, non è avida.

Come? direte voi. Una come lei non vuole avere soldi a palate?

No.
Non molto almeno.

A lei il suo lavoro piace. Lei non lo fa per i soldi. Sul serio.
Si ammazza tutto l'anno prendendosi una sola settimana di vacanze (quella di ferragosto), esce (leggi: usciamo) di là alle nove di sera, quando non più tardi, ogni giorno solo perchè è una stacanovista.

C'è da aver paura, eh?
Mah...
Alla fine di tutto mi sa che mi comprerò un ventilatore portatile e andrò al 'lavoro' in bermuda. Se proprio va male, mi sa che farò una colletta nello studio e il condizionatore ce lo pagheremo noi, che si sa, i notai non guadagnano un granchè.......

07 giugno 2007

Siediti sulla sponda del fiume


Sono venuto qui la prima volta che avevo diciotto anni. Sette anni fa.

Pisa.

Quasi tutti vi diranno che Pisa è un buco. Che a Pisa non c'è niente.
Hanno ragione. Almeno in parte.
Pisa è piccola, come direbbe un mio amico: "piccina, ma tonica" (bè lui si riferisce alle ragazze, ma è multiuso).
La mia memoria non è mai stata buona e non mi ricordo com'era quando sono arrivato qua.
Mi ricordo, però, tutte le esperienze, il divertimento, gli amici, le serate, le ragazze, le bevute.
Quasi sei anni, poi Roma, poi Vibo.
La mia università. Il mio tempo ritrovato, tutto quello che mi era stato rubato al liceo.

Pisa è piccola, ma è più facile incontrarsi con gli amici, organizzare un'uscita, invitare a pranzo o per un caffè. Stare a chiacchierare all'angolo di una strada di amore, politica e religione finchè non fa l'alba. Pisa è la vera città a misura di uomo.


Sono di nuovo qui. Per le mie "ferie".
Vacanza arbitraria, che se va tutto bene la "capa" anche quest'anno ci lascia solo una settimana di libertà a ferragosto, come l'anno scorso.

E io no.
Non ci sto.

Quando (quando non se) diventerò notaio avrò soldi e tempo per fare quello che voglio. E' quello mi dico, quello che mi dicono. Ma intanto il tempo passa e passerà. La capa mi ha detto che se tutto va bene diventerò notaio non prima di nove anni da adesso.
Nove anni. Quanti sono?
Avrò circa trentaquattro anni.
E intanto le mie feste? Le mie bevute? Le mie esperienze? I miei amici? Le ragazze?
No.

Diventare notaio non è il fine. E' il mezzo per fare tutto il resto. Senza tutto il resto che me ne faccio io? Cos'è che rende la vita degna di essere vissuta?

Sul serio per voi cos'è?


E quindi sono di nuovo qui. Ancora. Dopo mesi che non tornavo. Tutto è come me lo ricordavo.
Mi affaccio dal balcone di casa mia e vedo l'Arno. Tra il verde limaccioso e il marrone quando è pulito. Non volete sapere di che colore è quando è sporco. Ma mi piace, mi mancava.

Bevo un aperitivo guardando il sole che tramonta dietro la torre dell'orologio del Comune, insieme ai miei amici, sentendo un po' di musica. Anche se il tempo è incerto le persone ridono, sono felici.

Venerdì andrò a vedere il concerto degli Evanescence e dei Verdena.
Il 16 giugno ci sarà la festa del patrono, San Ranieri. Ci sarà la Luminara. Spengono tutti i lampioni sull'Arno. Mettono i lumini sui palazzi e lungo il fiume. Fanno i fuochi d'artificio.
Io ci sarò. Comunque vada sarà una grande serata.

Nelle cuffie sento le prime note di "Wish you were here" dei Pink Floyd.

Ci sarebbe molto da raccontare, ma non credo che lo farò. E' difficile spiegare le sensazioni, la libertà, la tranquillità, la serenità. Come diceva Hesse in Siddharta:
"Le parole non colgono il significato segreto, tutto appare un po' diverso quando lo si esprime, un po' falsato, un po' sciocco, sì, e anche questo è bene e mi piace moltissimo, anche con questo sono perfettamente d'accordo, che ciò che è tesoro e saggezza d'un uomo suoni sempre un po' sciocco alle orecchie degli altri."

Fino al 22 sono in vacanza. Incrociate le dita per me e sperate che venga finalmente il bel tempo. Che qui manca solo quello...


Ora scusate, ma sposto la mia sedia di nuovo verso la finestra e guarderò un po' il fiume e nient'altro. Aveva ragione Hesse:

"Tutto insieme era il fiume del divenire, era la musica della vita. E se Siddharta ascoltava attentamente questo fiume, questo canto dalle mille voci, se non porgeva ascolto né al dolore né al riso, se non legava la propria anima a una di quelle voci e se non s'impersonava in essa col proprio Io, ma tutte le udiva, percepiva il Tutto, l'Unità, e allora il grande canto delle mille voci consisteva d'un'unica parola, e questa parola era Om: la perfezione."