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24 settembre 2008

Romanticismo comodo

Ogni ragazzo o ragazza che sta per fidanzarsi, o lo è già da tempo dovrebbe conoscere una regola fondamentale per la sopravvivenza pacifica della coppia. Quello che potremmo chiamare il Protocollo di Kyoto delle relazioni amorose.

Il principio è semplice: il romanticismo dev'essere comodo.

Quello che ingiustamente la tv, la musica, la poesia, certa letteratura vuole farci credere è che una cosa è romantica e bella solo se è tremendamente scomoda. Preferibilmente se lo è solo per l'uomo, altrimenti possono soffrire entrambi.

Il romanticismo in questo senso prende il posto dell'antico compito (ben più semplice e soddisfacente) di far fuori i draghi per salvare le principesse.
Tanto tempo fa, nell'epoca conosciuta dai più accorti come Epoca Dragoniana, conquistare il cuore di una donna era un lavoro alla portata di qualunque gonzo con una spada e non erano richieste (come ora) decine se non centinaia di "miniprove" e dimostrazioni di affetto quotidiane.
Bastava uccidere un rettile volante sputafuoco di diverse tonnellate e poi eri a posto per il resto della vita. Non solo, tra i benefit rientrava il diritto di dare il primo vero "bacio" (voi avete capito cosa intendo, non mi fate ammiccare) di vero amore alla damigella.
Per questo tutte le favole di quel periodo si chiudevano con un "e vissero per sempre felici e contenti".
Insomma tutti i pregi di una relazione, nessun difetto.

Principessa: "Ci facciamo le coccole a letto caro?"
Cavaliere: "Ho ucciso un drago."
Principessa: "Ma solo un po' di coccole... è tenero!"
Cavaliere: "Ho ucciso un drago. Questo è tenero."
Principessa: "Dai potremmo restare abbracciati prima di dormire?"
Cavaliere: "Drago."
Principessa: "Almeno eviteresti di fare scorregge sotto le coperte?"
Cavaliere: "Drago."
Principessa: "..."
Cavaliere: "..."
Cavaliere: "E domani lucida l'armatura, c'è ancora della pupù di drago sopra... Donna."

(fig. 1: tipica idea di romanticismo d'epoca dragoniana)

Poi è arrivato il femminismo. Era circa tra il 1100 e il 1300 dopo Cristo.
Il medioevo, si sa, è stata un'età barbara, colpa probabilmente della nascita del nauseante amor cortese: la donna doveva essere idealizzata e rispettata come e più di una santa.
E non pensate, donne, che sia andata male solo agli uomini! Perché proprio in quel periodo si è affermato il concetto che se una donna non è una santa, di sicuro è qualcos'altro...

Comunque, da quel momento i rapporti sono andati peggiorando uniformemente per tutti. Si è smesso di usare le armature perché arrugginivano a forza di scambiarsi teneri baci sotto la pioggia, di conseguenza molti uomini sono stati facile preda per gli ultimi draghi rimasti, i quali potevano mangiare senza doversi portare l'apriscatole. A loro volta, i draghi, per colpa di tutte le smancerie di dame e cavalieri si sono estinti a causa del diabete.
Gli uomini, ormai rapiti da immagini mistiche di donne pure, da preservare, nelle cui coperte non si poteva scorreggiare liberamente, sono arrivati all'eccesso opposto.
Troppa gentilezza, accortezza e romanticismo sempre e ovunque.
E, ovviamente, le donne hanno ricominciato ad essere scontente.

Cavaliere: "Dama, luce del mio cuore, stella mattutina che guidi i miei pensieri nella valle delle tenebre e dei pericoli..."
Principessa: "Ahem..."
Cavaliere: "... il tuo candore, imago di purezza e sentimenti immacolati così come il diafano raggio di luna che nella notte..."
Principessa: "E' molto dolce, ma Cavaliere... io..."
Cavaliere: "... il giorno più luminoso non è niente al confronto del tuo sembiante..."
Principessa: "Voglio fare sesso."
Cavaliere: "... potessi io stringere la tua dolce ma... scusa hai detto?"
Principessa: "Voglio fare sesso."
Cavaliere: "Vuoi una rosa adesso?"
Principessa: "..."
Cavaliere: "..."
Principessa: "Sì, caro, proprio quello. Continua."

(fig. 2: a detta di molti sex & the city è nato intorno al 1247 d.C.)

E' evidente come tutto questo non potesse far altro che degenerare.
Le donne non hanno avuto vita facile. Col passare dei secoli oltre alla dicotomia medievale "santa/sgualdrina" si è aggiunto il terzo elemento: "strega", un ruolo inventato dalla Chiesa che sta molto vicino a quello della sgualdrina, differenziandosi solo perché la strega si fa pagare dai membri del clero per prestazioni che normalmente ricevevano gratis.

Gli uomini dal canto loro, si sa, già non sono bravi a interpretare un segnale più complesso di "acceso/spento" del televisore, e hanno avuto il loro bel da fare a inserire nella giusta categoria le donne in quel periodo oscuro.

Principessa: "Oh, mio amato!"
Cavaliere: "Oh, preziosa luce del mio cuore, soffice rugiada mattutina, tene..."
Principessa: "Non starai ricominciando con quelle storie di cavallucci di zucchero e coniglietti di cioccolato, spero!"
Cavaliere: "..."
Principessa: "..."
Cavaliere: "Aveva ragione la mamma: sei una sgualdrina!"
Principessa: "No, un altro di quelli mi doveva capitare... caro... è che volevo solo stare abbracciata con te, e coccolarci e sentire le tue romanze... ma magari (ammiccando e dando grosse gomitate nelle costole al cavaliere) ... a letto..."
Cavaliere (con la fronte aggrottata): "...hum?"
Principessa: "Leeeeeeeetto."
Mamma del Cavaliere: "STREGA!"



Finalmente, passando attraverso un nuovo pseudo femminismo in cui le donne hanno lottato per essere (per quale motivo non so) più simili agli uomini, siamo arrivati ai giorni nostri.
Salvo casi estremi la domanda e l'offerta di romanticismo ora sono quasi livellate, con un certo scompenso a favore della domanda, ovviamente.
La mia teoria per riuscire a risolvere secoli di incomprensione è quella di eliminare la scomodità dal romanticismo, così che ogni uomo possa permettersi di essere romantico senza per questo odiare profondamente la propria compagna perché lo costringe a fare cose nel migliore dei casi fastidiose, nel peggiore dolorose e con possibili rischi per la salute.
Nei prossimi post analizzerò attentamente quali sono i peggiori atti romantici perpetrati dal genere umano, come evitarli e quali sono i possibili atti romantici comodi.
A presto con gli approfondimenti.

08 settembre 2008

Sing-Along

L'ultimo post di Nuvola, mi ha dato la spinta a parlare un po' di musica, cosa che volevo fare da un po', ma che rimandavo, vista la mia difficoltà a trovare gli aggettivi adatti a descrivere le melodie.
Per cominciare, comunque, parlerei proprio delle canzoni tratte dal Dr. Horrible's sing-along blog, il corto citato da Nuvola.



L'ideatore di questa mini serie (tre puntate da un quarto d'ora ciascuna), musical, ironica, comica, demeziale, drammatica e con supereroi è lo stesso di Buffy, che probabilmente dopo essersi pesantemente drogato (lui stesso non esclude questa possibilità) ha pensato bene di mischiare insieme tutti questi generi, mettere tutto su internet e aspettare la fama che sarebbe seguita.

La storia, in breve, è la nascita di un super-cattivo: il Dr. Horrible, interpretato da Neil Patrick Harris (protagonista nel ruolo di Barney Stinson nella serie How I met your mother), il suo amore segreto per Penny, la ragazza della lavanderia, e l'odio per la sua nemesi il "buono" Captain Hammer.
In soli quarantacinque minuti sono riusciti a mettere dentro di tutto (con risultati non sempre eccelsi e spesso incostanti), fortunatamente questo mini film è salvato da delle canzoni orecchiabili interpretate in maniera stupenda, da cui fatico a staccarmi da giorni.
Alla fine di questo cortometraggio dal finale molto aspro, rimane il dubbio se sia meglio un male fatto con sincerità, e senza secondi fini, rispetto a un bene ipocrita... a voi l'ardua sentenza.

Se vi siete incuriositi e conoscete l'inglese, su youtube è stato caricato per intero (finché non fanno causa a quello che l'ha fatto), quindi potete andare a vederlo qua 1, 2, 3 etc...


Non siete ancora scappati, vero?
Meno male, perché adesso volevo cambiare completamente genere, tornare sulla vera musica e parlarvi di Fink.Tanto per cominciare potete scaricare l'ultimo singolo, tratto dall'album Distance and Time: This is the thing cliccando col tasto destro sul link e chiedendo di salvare l'oggetto col nome (o la destinazione con nome, nel caso in cui, come me, usaste firefox).

Se preferite potete anche vedere il video di youtube.



Le sue canzoni hanno sonorità blues, acustiche, leggermente malinconiche, eppure rilassate, mai tristi, o depressive, perfettamente adatte all'inizio di autunno; sono ideali di mattina per un risveglio morbido, adatto sia ad un ascolto distratto che ad uno concentrato.

Gli strumenti sono spesso solo accennati, e il tempo è tenuto grazie al leggero tocco ritmato delle pennate sulla chitarra. E anche se la chitarra acustica, leggermente riverberata, risuona in morbidi arpeggi in tutte le canzoni, la vera protagonista rimane la sua voce, calda, intima, su toni sussurrati, spesso doppiata in contro canto, come in If Only (tasto destro e salva oggetto con nome), ma mai invadente.
L'album d'insieme riesce a rimanere unitario come sonorità, senza essere ripetitivo e si offre a ripetuti ascolti.
Molto consigliato per tutti.

31 luglio 2008

Delle cose che non rinfrescano

E' arrivata l'estate, e se non fossero sufficienti i sessanta gradi centigradi esterni uniti a un tasso di umidità pari a quello di una palude malarica del Pontino, basterebbe farsi un giro tra i blog per accorgersi della morìa. Essì, perché stare di fronte allo schermo di un computer non rinfresca affatto.
Ma ci sono anche altre cose che, nonostante le apparenze, non rinfrescano. Per vostra fortuna, sappiate che il vostro blogger preferito (non guardatevi intorno, sto parlando di me) ha condotto accurate ricerche in merito e vi fornirà a breve i risultati.

La prima cosa che non rinfresca come dovrebbe è: Essere seppelliti.
Finire sotto sei piedi di terra fresca non è affatto una buona cosa d'estate. Risvegliarsi in un piccolo letto di velluto di un colore di pessimo gusto almeno un metro e mezzo sotto un bel manto erboso, infatti, fa venire parecchio caldo. Un caldo a dir poco asfissiante, tant'è che molta letteratura e numerosi film mettono in chiaro la disagevole condizione del morituro risvegliatosi in un sarcofago, o di un morto che si è ripreso dalla condizione solo apparentemente immutabile.
Come ignorare in questo senso i vibranti muggiti di protesta degli zombie relativi alla scarsa climatizzazione dei loro ultimi letti?
Quale altro motivo ci dovrebbe essere dietro a queste loro fughe dai loro comodi giacigli?
E il loro cattivo odore?
C'è bisogno di aggiungere altro per dimostrare che fa "caldo" lì sotto?

La seconda: Farsi una barba d'api.
Quando il caldo impera tutti vorrebbero avere almeno una decina di ventilatori puntati addosso, ma è un grosso problema recuperarli, trovare prese elettriche a sufficienza, non far saltare la corrente e tutto il resto.
Per cui qualche furbone ha pensato a un metodo naturale per trovare refrigerio, ma s'è sbagliato.
Farsi una barba d'api per farsi sventolare volto e petto dagli amorevoli insetti neri e gialli non è affatto bello come potrebbe sembrare.
Innanzitutto perché per attirare le api è necessario coprirsi di miele, melassa o altra sostanza zuccherosa e vischiosa di propria scelta, e tutti sanno quanto possa fare caldo a coprirsi di melassa sotto il sole.
Secondariamente il piccolo spostamento d'aria causato dal volo di questi operosi insetti sarebbe pur sufficiente a far raffreddare di qualche grado la temperatura corporea, accompagnandosi la loro vicinanza e il loro numero, ai brividi di freddo dovuti al terrore cieco, ma il punto è che ogni puntura provoca un dolore acuto per pochi minuti quindi arrossamento, edema e gonfiore con riscaldamento dei tessuti per circa 48 ore.
Considerando che per una copertura decente c'è bisogno di almeno duecentomila api, metti che una su mille o su cinquemila ti punge, sei comunque fottuto: avrai caldo per due giorni di seguito.
Sempre se non muori, ritornando al primo punto.

La terza: Fare sesso con l'Abominevole uomo delle nevi.
Attenzione, non bisogna confondere l'avere una relazione sessuale con lo Yeti, con l'andare e cercarlo e morire assiderato nel tentativo. E' quello che ha fatto l'uomo di Similaun e ancora c'è gente che ci tiene a tenerlo sotto ghiaccio per non rovinarlo, quindi a lui è andata di lusso.
C'è invece chi è riuscito a finire tra le affettuose braccione pelose dell'Abominevole, ed è stato peggio per lui.
Provate a pensare come si deve sentire solo un omone coperto di pelo dalla testa ai piedi, sulla cima delle montagne innevate più alte al mondo, provate a immaginare le sue quanto mai vaghe conoscenze di anatomia, più un appetito sessuale che risale al tardo Pleistocene e avrete una macchina da sesso di due quintali coperta di pelo con una caverna propria e un lunghissimo inverno di tre stagioni in cui soddisfare ogni arretrato.
Vi assicuro che avrete molto caldo...

La quarta: Guardare pubblicità erotiche che ritraggano donne/uomini che si passano cubetti di ghiaccio addosso.
A dire il vero non credo che sia mai stato filmato l'equivalente maschile di una donna che si passa un cubetto di ghiaccio sulle proprie forme, ma credo che anche quello, se esistesse, non farebbe abbassare neanche di un decimo di grado la temperatura delle focose spettatrici.
Guardare una persona dell'altro sesso, completamente o parzialmente nuda, che si rinfresca un cubetto di ghiaccio alla volta, sembra sia una delle con-cause del riscaldamento globale invece.
Sono allo studio, per l'inserimento nel protocollo di Kyoto, alcune pubblicità erotiche eco-compatibili, in cui ad esempio, d'inverno, invece di avere nel caminetto tronchi d'albero, si brucerà dello sterco essiccato di cammello e d'estate le case in cui si girerà saranno coperte di apposito materiale isolante (lo sterco avanzato dall'inverno) che eviterà l'accumularsi di calore all'interno delle abitazioni e la conseguente necessità di spogliarsi.
L'industria del porno prevede, tuttavia, grossi cali delle vendite.
In compenso, un buon metodo per provare improvvisamente un gran freddo è farsi trovare seminudi mentre si stanno guardando quelle immagini dai propri genitori o dal proprio partner. Gelo assicurato.

La quinta: Farsi ibernare nella Carbonite come Han Solo.
Ok, questa è per i fan di Guerre Stellari (e se siete dei veri fan, sapete a quale film mi riferisco).
Comunque, lottare contro il Lato Oscuro della Forza, distruggere l'Impero, salvare la Repubblica, aiutare i ribelli, e pagare i propri debiti a Jabba ho-un-problema-col-cibo the Hut evidentemente sono cose che non vanno d'accordo. E Han Solo l'ha scoperto nella maniera più brutta. Vai ad aiutare quello sbarbatello di Luke a diventare un cavaliere Jedi, e ti ritrovi ibernato in Carbonite!
Che lavoraccio. E che non faccia fresco sotto quello strato di bitume nero lo dimostra la sua espressione tutt'altro che allegra immortalata ad imperitura memoria.
Se poi consideriamo che non ti puoi neanche grattare il sedere mentre sei bloccato lì, il quadro è fatto.

Ultima cosa che non rinfresca affatto è Andare senza tuta nello spazio.
Potendo prendere la prima astronave intergalattica di passaggio e andarsene un po' distanti dalle stelle dei paraggi, la temperatura dello spazio arriverebbe anche a meno 270 gradi celsius.
Freddino, direte voi.
Il problema è che anche con la vostra astronave a portata di mano, non potreste guidare col finestrino abbassato, e non per colpa degli insetti alieni che entrerebbero e farebbero la tana dentro di voi (grazie Alien).
Il problema è più di ordine fisico e termodinamico.
La temperatura di ebollizione dei liquidi non è fissa, ma dipende dalla pressione esterna. Per cui i cento gradi a cui bolle l'acqua all'altezza del mare, diventano solo 62° arrivati in cima all'Everest (cosa che vi renderebbe più facile prendere un tè con lo Yeti tra un assalto alle vostre pudenda e l'altro), ma arrivati nello spazio profondo, nel vuoto cosmico, la pressione sarebbe così bassa (per non dire nulla) che andare in giro senza tuta farebbe bollire istantaneamente il vostro sangue.
Probabilmente poi morireste prima ancora di accorgervi di avere freddo e sentire la necessità di prendere il golfino che avete lasciato in cabina.
Quindi mi raccomando: Indossate sempre la tuta!


"Stars shining bright above you,
night breezes seem to whisper, 'I love you'..."

Tutti i disegni tranne l'ultimo sono miei. L'ultimo è di Kris Wilson, la traduzione comunque è mia.

13 agosto 2007

Ascoltate

Domani si parte.
La valigia è quasi pronta.
Quello manca di veramente importante, però, è la musica, terza passeggera in macchina.
E allora sono qui a scervellarmi per fare qualche cd degno di essere ascoltato almeno due volte, da mettere nel caricatore della macchina domani.
Per voi qualche assaggio con i relativi video di YouTube (cliccate sui link per aprire la finestra).

Per il cd rock pesante abbiamo:
Slipknot - Vermilion (da confrontare con la versione calma più sotto)
Korn - Freak On A Leash (dal video spettacolare)

Per il cd musica commerciale allegra:

Per il cd musica tranquilla e/o angosciosa:

Negli altri cd, di difficile catalogazione, abbiamo anche:
Roy Paci - Ciuri Ciuri (video non pervenuto)

08 giugno 2007

Plug me in, baby...

Un sentito ringraziamento a tutti quelli che hanno incrociato le dita per me: oggi è uscito il bel tempo.
Sole.
Niente nuvole. C'è persino un bel caldo soffocante.
Sulle note epic-metal di Gloria perpetua dei Rhapsody io mi sto preparando al concerto Verdena/Evanescence.
E a voi, come ringraziamento, va quest'altra vignetta di Kris Wilson.
Ci stiamo preparando tutti al concerto... ;-)

31 marzo 2007

Le passanti

A volte si scoprono per caso dei tesori che non si credeva di avere.
Io ho nel computer la discografia completa di Fabrizio De Andrè, ma un po' per pigrizia, un po' per abitudine, non l'ho mai ascoltata a fondo. Oggi, dovendo lavorare un po' di fronte allo schermo, ho fatto partire i-tunes in modalità casuale e l'ho lasciato fare. Dopo un po' sento questa canzone: Le passanti - Fabrizio De Andrè, di sfuggita, perchè stavo scrivendo.
Colgo, però, la frase finale "si piangono le labbra assenti di tutte le belle passanti che non siamo riusciti a trattenere."
Sono tornato indietro e l'ho sentita con calma tutta. Ho cercato il testo e me lo sono letto.
Bella. Vera. Triste.
Questa canzone rientra a pieno titolo tra "i pensieri che ho, ma che non riuscirò mai a dire così bene".
Leggete un po':


"Io dedico questa canzone
ad ogni donna pensata come amore
in un attimo di libertà
a quella conosciuta appena
non c'era tempo e valeva la pena
di perderci un secolo in più.

A quella quasi da immaginare
tanto di fretta l'hai vista passare
dal balcone a un segreto più in là
e ti piace ricordarne il sorriso
che non ti ha fatto e che tu le hai deciso
in un vuoto di felicità.

Alla compagna di viaggio
i suoi occhi il più bel paesaggio
fan sembrare più corto il cammino
e magari sei l'unico a capirla
e la fai scendere senza seguirla
senza averle sfiorato la mano.

A quelle che sono già prese
e che vivendo delle ore deluse
con un uomo ormai troppo cambiato
ti hanno lasciato, inutile pazzia,
vedere il fondo della malinconia
di un avvenire disperato.

Immagini care per qualche istante
sarete presto una folla distante
scavalcate da un ricordo più vicino
per poco che la felicità ritorni
è molto raro che ci si ricordi
degli episodi del cammino.

Ma se la vita smette di aiutarti
è più difficile dimenticarti
di quelle felicità intraviste
dei baci che non si è osato dare
delle occasioni lasciate ad aspettare
degli occhi mai più rivisti.

Allora nei momenti di solitudine
quando il rimpianto diventa abitudine,
una maniera di viversi insieme,
si piangono le labbra assenti
di tutte le belle passanti
che non siamo riusciti a trattenere."

30 marzo 2007

Sillogismo errato

"[...] no, Salvatore. Non è che alcune canzoni di Tiziano Ferro sono belle perché ricordano quello che ci è successo.
E' che quello che ci è successo è tanto brutto che c'è persino nelle canzoni di Tiziano Ferro."

28 gennaio 2007

La ballata del deserto

Ascoltate...
Un applauso.
La batteria
La prima chitarra.
La seconda chitarra.
La voce.

Summertime.
L'applauso è Woodstock.
La chitarra è Jimy Hendrix.
La voce è Janis Joplin.

La canzone è bella e straziante.
La chitarra triste e distante, come aliena.
Una voce roca, fumosa, a tratti stridula. Profondamente blues e conscia di esserlo.

Pensate al deserto di notte.
La chitarra è la notte.
La voce è la luna.

Immaginate un'enorme distesa di sabbia e sassi. Il sole.
Una musica che comincia lentamente.
Ipnotica, a tratti dissonante.
L'inizio in cui i diversi strumenti sembrano quasi in competizione.
Poi nel silenzio la chitarra.
La metà eternamente distante come l'orizzonte.
La fine irraggiungibile.
The end.
The Doors.

Sentite queste due canzoni mentre leggete 'la ballata del deserto'.
Poi ditemi.


Immagini prese qui e qui

15 gennaio 2007

Karmacoma

Ritmico, ipnotico, ossessivo. Massive attack.
Avete una buona connessione?
Guardatevi il video:
http://www.youtube.com/watch?v=HGivD-ssCcE
Io non riesco a togliermela dalla testa per qualche ragione...

28 novembre 2006

Canzoni

[...] Why do lovers
Choose others?
We circle, entwine one-another
In that mask that we wear with each other
Oh my god how I looked in that mirror
I looked in a hollow picture
It was something I could frame [...]
Richard Ashcroft - Why do lovers

[...]Per quel che mi riguarda sei un continente obliato.
Per quel che ho visto in fondo mi è piaciuto. ...
Non ci sei più, dopo che ti ho conosciuta.
Marlene Kuntz & Skin - La canzone che scrivo per te

[...]Throughout the soft and timeless days of august
til now the shadows begin to grow much longer
The sunsets fire has deepened blood red
I give you this, the last rose of summer
A token of my unyielding love
So when the winters mantle stills the earth
And all around seems dead and cold
This rose reminds you of a time when all was warm and living[...]
Judas Priest - Last rose of summer

[...] Qualche cosa ti consola
Con gli amici il tempo vola
Ma qualcosa che non torna c' è
C' è che ho freddo e non mi copro
C' è che tanto prima o dopo
Convincendoti ci crederai
Ci crederai che fa più caldo
Da quando non mi hai ormai più accanto
E forse è meglio
perché sorridi un po' di più [...]

10 ottobre 2006

Corri verso Samarcanda, su...

Samarcanda

Ridere, ridere, ridere ancora
Ora la guerra paura non fa
Brucian le divise dentro il fuoco la sera
Brucia nella gola, vino a sazietà
Musica di tamburelli fino all'aurora,
Il soldato che tutta la notte ballò
Vide fra la folla quella nera signora,
Vide che cercava lui e si spaventò....

Soldato:
"Salvami, salvami, grande sovrano,
Fammi fuggire, fuggire di qua,
Alla parata lei mi stava vicino
E mi guardava con malignità..."

Sovrano:
"Dategli, dategli un animale
Figlio del lampo, degno d'un re
Presto, più presto, perchè possa scappare
Dategli la bestia più veloce che c'è..."

Soldato:
"Corri cavallo, corri, ti prego,
Fino a Samarcanda io ti guiderò
Non ti fermare, vola, ti prego,
Corri come il vento, che mi salverò...
Oh oh, cavallo,
Oh oh, cavallo
Oh oh, cavallo
Oh oh, cavallo
Oh oh...

Fiumi, poi campi, poi l'alba era viola
Bianche le torri che infine toccò,
Ma c'era tra la folla quella nera signora
Stanco di fuggire, la sua testa girò..

Soldato:
"Eri tra la gente nella capitale
So che mi guardavi con malignità
Son scappato in mezzo ai grilli e alle cicale,
Son scappato via,ma ti ritrovo qua?!"

Signora:
"Sbagli, t'inganni, ti sbagli, soldato,
Io non ti guardavo con malignità
Era solamente uno sguardo stupito,
Cosa ci facevi l'altro ieri là?
T'aspettavo qui, per oggi, a Samarcanda
Eri lontanissimo due giorni fa,
Ho temuto che per ascoltar la banda
Non facessi in tempo ad arrivare qua..."

Soldato:
"Non è poi così lontana Samarcanda,
Corri cavallo, corri di là,
Ho cantato insieme a te tutta la notte
Corri come il vento che ci arriverà..."
Oh oh, cavallo
Oh oh, cavallo
Oh oh, cavallo
Oh oh, cavallo
Oh oh...

Roberto Vecchioni

04 agosto 2006

Fitter Happier

PIU' IN FORMA PIU' SODDISFATTO

Più in forma più soddisfatto
comodo
non bevi troppo
regolare ad andare in palestra (3 volte alla settimana)
vai più d'accordo con i tuoi
colleghi e contemporanei
rilassato
mangi bene (basta con il microonde e i grassi saturi)
un autista migliore e paziente
un'auto più sicura (il piccolo sorride sul sedile posteriore)
dormi bene (senza incubi)
nessuna paranoia
attento con gli animali (non mandi mai i ragni giù dal lavandino)
rimani in contatto coi vecchi amici (ogni tanto una birra assieme)
controlli spesso il tuo conto
in banca (morale) (un buco in una parete)
favori ricambiati con favori
interessato ma non innamorato
carità
ordini da evadere
di domenica al supermercato di periferia
(mai uccidere le falene
o versare acqua bollente sulle formiche)
macchina lavata (anche questo di domenica)
non hai più paura del buio
e della barba lunga
niente di ridicolarmente adolescienziale
e disperato
niente così infantile
con un ritmo migliore
più lento e più calcolato
impossibile fuggire
libero professionista
preoccupato (ma impossibilitato ad agire)
un membro della società
capace di agire e ben informato (pragmatico non idealista)
non piangi in pubblico
meno possibilità di star male
pneumatici che tengono sul bagnato
(istantanea del piccolo sul sedile posteriore)
buona memoria
ancora capace di commuoverti per un bel film
baci ancora con la lingua in bocca
non più vuoto e frenetico
come un gatto
legato a un bastone
infilato nella
merda invernale ghiacciata
(la tua capacità di ridere delle debolezze)
calmo
più in forma più soddisfatto e più produttivo
un maiale
ingabbiato
pieno di antibiotici.

Radiohead - Ok Computer

01 luglio 2006