28 luglio 2015

Suicide Squad: Slipknot e Boomerang

Vediamo di toglierci di mezzo due tra i meno interessanti membri della squadra: Slipknot e Capitan Boomerang.

(no, sul serio, questo era il suo costume originale)

Slipknot (il cui nome in italiano vuol dire 'nodo scorsoio') ha, nelle immagini classiche almeno, due buchi per l'aerazione sotto le ascelle, il disegno di un cappio intorno all'ombelico e il suo potere (se così si può chiamare) è quello di aver fatto una corda estremamente resistente e saperla usare.

17 luglio 2015

Suicide Squad - l'estetica

Continuando il discorso appena iniziato, e prima di addentrarci nelle storie dei singoli personaggi, può valere la pena dare un'occhiata allo stile che sembra abbiano voluto dare a questo film (almeno, dal trailer e dalle immagini finora trapelate).

Per avere un discreto punto di raffronto andiamo sul conosciuto:


14 luglio 2015

Suicide Squad

Pensate alla DC Comics.
Poveracci loro hanno una caterva di personaggi e di storie da raccontare, ma non gli riesce, ma manco per caso, di fare un film decente sui loro personaggi, a meno che non si parli di Batman.
(Dal 1989 salva la faccia alla DC Comics, se non è un supereoe lui...)

07 luglio 2015

Parabeni, fanno bene?



Si parla tanto di parabeni nell’industria cosmetica e di quanto siano dannosi i prodotti che li contengono.
Ma c'è qualche fondamento di verità in tutto questo?
Ho fatto un po' di ricerche e il risultato forse vi stupirà...

Innanzitutto: Cosa sono i Parabeni?

(tipico Parabene allo stato brado)

05 ottobre 2014

Lucy - una recensione

"L'uomo medio usa solo il 10% del proprio cervello. Immaginate cosa potrebbe fare lei con il 100%"

(indossare una parrucca?)

A quanto pare... non molto?
Devo dire che dopo L'uomo d'acciaio onestamente non credevo che ci sarebbe stata una simile delusione delle aspettative così presto.
Voglio dire: Luc Besson, uno dei miei registi preferiti per la sua capacità di fare film d'azione avvincenti, originali e divertenti (e non scordiamoci del suo film di fantascienza, Il quinto elemento) e in generale la sua bravura nel creare personaggi femminili forti e credibili, uno dei pochi, se non l'unico nel mondo dei film ad altissimo budget a farlo (saluto doveroso va a Ridley Scott per la parte di Sigourney Weaver in Alien).

Questo film, invece?

14 settembre 2014

Grand Budapest Hotel - una recensione

"Sei davvero uno schianto, tesoro, dico sul serio. Non so quale crema ti abbiano messo giù all'obitorio, ma ne voglio un po' anch'io."
(un vero gentleman fa sempre i complimenti alle signore, anche da morte)

Difficile da raccomandare e difficile da non raccomandare.
 

"Grand Budapest Hotel"

Immaginate un film con Ralph Fiennes, Edward Norton, Willem Dafoe, Jude Law, Jeff Goldblum, Tilda Swinton, Adrien Brody, Harvey Keitel (praticamente una passerella di Hollywood da solo).
Una commedia spassosissima, recitata serissimamente.
Un film leggero, ben fatto e stupefacente.
Di cui nessuno parla.

Tranne noi, dopo il trailer, ovviamente.


18 agosto 2014

Questo è il motivo per cui non possiamo avere cose buone.

Questo fumetto non è mio, ma di Maki, autore del blog/fumetto Sci-ence, ora Boxplot, io ho solo fatto la traduzione (leggete anche il commento sotto):

(Cliccare sull'immagine per ingrandire)
Traduzione del commento originale:

"Lo so, lo so. Il fumetto di oggi è particolare. Mentre lo stavo disegnando, ho notato che dovevo fare continui passi indietro per cercare di spiegare le idee. Quando sono arrivato a disegnare lo spettro elettromagnetico con photoshop, ho detto "Questo, è troppo. Ora stiamo scendendo a livello delle scuole medie." Questo significa che quando il pubblico è disinformato  sulla scienza di base, si devono fare grossi fumetti esplicativi. Se sembro arrabbiato, è perché ho dovuto disegnare diagrammi con atomi e arcobaleni invece di tumori del sedere.

16 agosto 2014

La parola ai giurati - una recensione

VII giurato: Be', e ora che si fa?
VIII giurato: Ora discutiamo.

Strano a dirsi ora, ma La parola ai giurati, alla sua uscita sui grandi schermi, fu un triste insuccesso: il pubblico era colpito dall'avvento del colore e dal 16:9, la trama interessava meno (qualcuno ha parlato di film in 3d?). Solo all'arrivo sulla televisione questo film trovò il suo seguito, e ad oggi è considerato un grande classico.
Oggi vi parlo, quindi, del perché La parola ai giurati (titolo originale "12 angry men") è un gran bel film.


Tanto per cominciare, rassicuriamo il pubblico del cinema di allora: l'uso del colore non avrebbe cambiato assolutamente nulla.
Praticamente l'intero film, fatta eccezione per 3 minuti, è girato in una sola stanza, quella in cui si riuniscono i giurati per deliberare: un squallida sala riunioni, calda in maniera asfissiante e con l'unica ventola presente fuori uso.
Poco altro si vede: l'aula di tribunale all'inizio del film, un bagno verso la metà e l'esterno del tribunale alla fine.
Questo è certamente un film d'altri tempi, e già lo si intuisce. Non c'è bisogno di molto per fare un film, soprattutto se la trama è ben fatta, ed in questo caso è semplice eppure geniale.



Il film inizia con la fine di un processo.
Ci sono appena state le arringhe finali e il giudice invita la giuria a ritirarsi e a decidere la sorte di un ragazzo che è accusato di aver ucciso il proprio padre e che rischia la sedia elettrica.
Per pochi secondi viene mostrato il ragazzo e poi ci ritroviamo già nella sala, dove pigramente stanno entrando e sistemandosi i giurati. In questo momento, mentre alcuni vanno in bagno, altri si tolgono la giacca e altri si siedono, scorrono i titoli di testa.

16 luglio 2013

L'uomo d'acciaio - una recensione

L'uomo d'acciaio ha molti problemi, e non è alla fine dei conti un bel film.
Per quanto mi rattristi dirlo, viste le speranze riposte in questa pellicola, il risultato finale non è affatto quello atteso.
(Lo vedi! Anche tu c'hai il lens flare cazzo!)


Alla fine della proiezione sono rimasto insoddisfatto, non sicuro neanche di cosa fosse andato esattamente storto. Ci sono problemi relativamente evidenti, ma non sono il vero elemento negativo.

18 giugno 2013

Star Trek - Into darkness- una recensione

Lasciate che vi dica come ci si sente a vedere Star Trek - Into darkness.

(Più riflessi di luce. ANCORA DI PIU')

Luci.
Luci ovunque.
Non posso che immaginare la discussione riguardo il titolo.

J.J. Abrams: "Non so che sottotitolo dare al nuovo film."
Aiuto regista dopo aver visto il film: "Into darkness..."
J.J.: "Perfetto..."
Aiuto regista: "Ma io stavo scher..."
J.J.: "PERFETTO..."